Tra vincoli storici, indagini sull’urbanistica e piani alternativi fuori Milano, il progetto del nuovo San Siro sembra sempre piú complicato
Il progetto di un nuovo stadio condiviso da Milan e Inter appare oggi più lontano che mai. L’iter amministrativo è stato travolto dal caos giudiziario che ha investito l’urbanistica milanese, congelando ogni passo avanti. A complicare ulteriormente lo scenario c’è la scadenza di novembre, quando scatterà il vincolo storico sul secondo anello di San Siro, trasformandolo in un bene tutelato e di fatto intoccabile. Sei anni di discussioni, progetti e revisioni non sono bastati per arrivare a un accordo definitivo. Il piano originario, avviato nel 2019, prevedeva l’abbattimento del vecchio Meazza e la costruzione di un impianto moderno e multifunzionale. Ma l’inchiesta giudiziaria ha bloccato le procedure e ora tutto è di nuovo in discussione. Milan, Nuovo San Siro: Il sogno resta bloccato. Vincoli, inchieste e tempi che si allungano

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha ribadito la necessità di una decisione entro settembre, lasciando intendere che le società dovranno valutare piani alternativi. Già da tempo Milan e Inter hanno sondato soluzioni fuori città. Il club rossonero ha opzionato un’area a San Donato, mentre i nerazzurri guardano a Rozzano-Assago. La prospettiva è chiara e senza un via libera rapido e definitivo, il Nuovo San Siro rischia di restare una chimera. Intanto, il vecchio Meazza continua a ospitare tifosi e partite, simbolo di un passato glorioso, ma anche di un futuro che non riesce a decollare.

