Il dossier sul futuro di San Siro e sulla costruzione del nuovo stadio di Milan e Inter resta uno dei nodi più delicati per Palazzo Marino. Secondo quanto riportato dall’edizione milanese del Corriere della Sera, le trattative interne alla giunta proseguono con l’obiettivo di alleggerire l’impegno economico che l’amministrazione comunale dovrebbe garantire all’operazione. Al centro del dibattito c’è la possibile compartecipazione fino a 36 milioni di euro, cifra che continua a dividere la maggioranza. Una parte del Partito democratico chiede di ridurre il contributo, spingendo per una linea più prudente dopo l’incontro della scorsa settimana tra il sindaco Sala e la sua giunta. La vicesindaca Anna Scavuzzo, titolare delle deleghe all’urbanistica, sta tentando una mediazione che permetta di portare la delibera in giunta la prossima settimana.

Nella bozza circolata, il Comune si assumerebbe tre spese principali. Fino a 9 milioni per la bonifica delle aree verdi, 12 milioni per lo spostamento del tunnel Patroclo e altri 14 milioni per la demolizione e rifunzionalizzazione del Meazza. Un punto che ha incontrato il favore dei dem riguarda la clausola che impone a Milan e Inter, in caso di vendita di San Siro entro cinque anni dal rogito, di restituire al Comune il 50% della plusvalenza. Ma restano dubbi sia sui costi complessivi sia sulla gestione futura delle aree, che il Pd vorrebbe fortemente pubblica. Sul fronte opposto, i Verdi hanno ribadito la propria contrarietà, definendo l’operazione poco trasparente e accusando la giunta di non concedere tempo sufficiente per valutare una decisione che cambierà il volto della città. La situazione dunque sembra ancora in una fase di forte stallo, che difficilmente verrá risolta in tempi brevi.

