Milan, oltre il pessimismo: perché il tifo sopravviverà a Cardinale e Furlani
Fratelli milanisti, buongiorno.
Sento il bisogno di scrivervi perché credo che ieri abbiamo toccato il fondo. Il pessimismo che si respira intorno a noi è diventato quasi soffocante e, guardando a ciò che si profila in vista della nuova stagione, la situazione non sembra migliorare. Stamattina, ve lo confesso, ho provato a fare un ragionamento quasi forzato nella mia testa: ne vale ancora la pena? Vale la pena continuare a seguire questo Milan se il quadro è davvero quello che vediamo oggi?
Mentre mi chiedevo come si faccia a continuare a tifare una squadra quando senti che non se lo meritano, quando pensi che non ne valga la pena, mi sono venuti in mente i nostri genitori. Mi sono venuti in mente i nostri nonni.
📜 La lezione della nostra storia: 1979-1982
Ho pensato a chi, a cavallo di tre stagioni tremende tra il 1979 e il 1982, dovette assistere a due retrocessioni del Milan in Serie B.
- La prima nella stagione ’79/’80, per lo scandalo del Totonero.
- La seconda, appena due anni dopo, arrivata crudelmente sul campo.
Ho preso in considerazione mio padre, che rientra in quel gruppo di milanisti che hanno vissuto l’inferno. Quando sono nato io — e non sono dell’82, sono di dieci anni dopo — lui era ancora tifoso. Era ancora appassionato, ancora innamorato del Milan nonostante tutto quello che aveva dovuto subire.
⏳ I cicli passano, il Milan resta
Quindi sì, si può. Si può andare avanti e si può rimanere innamorati, perché prima o poi passerà. È questa la certezza a cui dobbiamo aggrapparci: prima o poi, i vari Furlani, i vari Cardinale, i vari Scaroni non ci saranno più.
Sono figure di passaggio. Arriverà qualcuno che, magari come Berlusconi, ci porterà di nuovo a vincere tutto? È difficile dirlo, forse è un sogno lontano, ma sono certo che arriveranno tempi migliori di questi. In confronto a oggi, persino l’epoca della “banter era” sembrava quasi oro perché, perlomeno, c’era ancora un’anima legata alla nostra storia.
👦 Un pensiero per i più giovani
Mi dispiace sinceramente per voi, per i più giovani, per i Millennial o per chi è nato dopo il 2000. Magari eravate troppo piccolini per ricordarvi o per aver vissuto appieno le ultime due Champions League. Non avete visto il Milan sul tetto del mondo e oggi vi trovate davanti a questo “Milan Affair” fatto di numeri e algoritmi.
Ma ascoltatemi: il calcio è fatto di cicli. Anche questo deserto passerà. È l’unico modo che abbiamo per tirare avanti, l’unica prospettiva possibile per chi porta questi colori nel cuore. Bisogna solo aspettare che la tempesta finisca.
Il parallelismo con gli anni della Serie B è potente: ci ricorda che il Milan è un’entità che sopravvive ai suoi padroni, anche a quelli che sembrano non capirne l’anima. Credi che questa consapevolezza storica possa bastare a tenere unito il popolo rossonero contro la “morsa” finanziaria attuale, o temi che il calcio moderno, così distante da quello dei nostri padri, rischi di spezzare per sempre quel legame che ha resistito persino alla Serie B? 🔴⚫️
Milan, oltre il pessimismo: perché il tifo sopravviverà a Cardinale e Furlani
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