Milan-Pisa sarà una partita di fondamentale importanza per la stagione del Milan, contro un avversario comunque insidioso quale i nerazzurri.
Dopo i tre punti pesanti conquistati domenica sera contro la Fiorentina, il Milan si appresta ad affrontare un’altra squadra toscana: il Pisa di Alberto Gilardino. Sulla carta la sfida è alla portata dei rossoneri, tuttavia le insidie non mancano affatto.
Stando ai precedenti in Serie A fra queste due squadre, il Diavolo risulta imbattuto (ben dieci vittorie e due pareggi). Il calcio però non è automatismo: bisogna dunque tenere conto di alcuni fattori attuali. In classifica, il Pisa risulta ultimo con appena tre punti in sette gare di campionato. Detto questo, il campo ha dimostrato una squadra tosta a livello fisico (Mi riferisco all’esperto Albiol, così come all’interessante Idrissa Touré e là davanti al giovane Meister) e aggressiva sul piano del gioco: basti pensare ai pareggi ottenuti contro Atalanta e Fiorentina, oppure ai due gol segnati in casa del Napoli.
Milan-Pisa: ecco ciò che serve ai rossoneri per vincere
Max Allegri sarà il primo a mettere in guardia i suoi calciatori, che dovranno necessariamente difendere il primo posto. Ciò non sarà semplice, considerando anche l’emergenza infortuni da gestire. I meneghini però possono e devono contare sul ritrovato talento di Rafa Leao, con l’auspicio che la doppietta alla Fiorentina possa essere simbolo di rinascita, sia nell’estro che nella motivazione del portoghese. Lo stesso discorso vale per Santi Giménez: “El Bebote” è entrato alla grande nelle ultime due partite, dimostrando maggior convinzione e creando vari pericoli sotto porta. Il gol è l’unica cosa che manca al messicano, pertanto l’augurio è quello di vederlo segnare già venerdì sera.
In conclusione, Milan–Pisa è un’occasione davvero importante per consolidare le qualità tecniche e la fiducia nell’evidente potenziale dei rossoneri: sarà quindi necessaria la massima attenzione contro un avversario da non sottovalutare assolutamente.
Milan-Pisa: i precedenti e le trappole di una partita fondamentale
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