Direttore sportivo-Milan: stand-by su Tare, la dirigenza prende tempo e continua a valutare con attenzione un altro profilo.
Secondo “Tuttosport” il Milan continua a prendere tempo nella scelta del nuovo direttore sportivo. Nonostante l’incontro di martedì avvenuto a Roma con Igli Tare, l’amministratore delegato rossonero non ha ancora preso una decisione.
Giorgio Furlani valuta con attenzione anche altri nomi, uno su tutti quello di Tony D’Amico dell’Atalanta.
Proprio domenica sera si giocherà a San Siro il big-match contro la Dea, è possibile dunque che ci sarà un meeting tra i vertici del Milan e Antonio Percassi per approfondire la situazione.
Igli Tare, ex dirigente della Lazio, resta comunque un’opzione concreta. Il recente incontro con Giorgio Furlani è stato positivo, e l’idea di iniziare subito a lavorare insieme resta sul tavolo, anche perchè è libero da vincoli contrattuali.
Il ritardo nella decisione lascia intendere che qualcosa non convinca del tutto. E da Bergamo filtrano segnali di irritazione per l’interesse rossonero verso Tony D’Amico.
Milan, direttore sportivo: avanza Tony D’Amico. Pro e contro
Nato nel 1980 in provincia di Pescara, il dirigente è parte dell’Atalanta dall’estate del 2022.
La sua carriera è legata strettamente al club bergamasco, dove ha contribuito alla consolidamento di una delle realtà più interessanti e competitive del calcio italiano degli ultimi anni.
Le principali qualità di Tony D’Amico come direttore sportivo sono la capacità di gestire risorse limitate, uno scouting eccellente e una visione strategica.
Queste doti gli hanno permesso di scoprire talenti come Amir Rrahmani, Marash Kumbulla e Sofyan Amrabat durante la sua esperienza al Verona di Ivan Juric, generando plusvalenze superiori a 55 milioni di euro.
Più recentemente, a Bergamo ha portato giocatori come Rasmus Højlund (ceduto poi a 75 milioni), Ademola Lookman, Ederson, Isak Hien, Charles De Ketelaere, Mateo Retegui e Lazar Samardzic.
Sebbene abbia ottenuto ottimi risultati in una realtà come l’Atalanta, il Milan rappresenterebbe una sfida di livello superiore, con maggiori pressioni mediatiche, aspettative elevate e dinamiche interne più complesse.
Sulla carta sembra il profilo giusto per Giorgio Furlani, ma resta da capire se sia davvero pronto ad adattarsi a un top club come il Milan.
Milan, questione ds: Tare in stand-by, avanza un nome di Furlani
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