Milan, ripartire dagli ultimi risultati per far tornare a sorridere il popolo rossonero dopo un’annata difficile
Siamo quasi al termine della stagione ed è evidente a tutti che la partita del 14 maggio a Roma sarà di vitale importanza per il futuro del Milan. A questo punto è giusto ripercorrere l’annata dei rossoneri per capire da cosa sono dovute le delusioni ottenute. Una situazione ampiamente negativa visto che ci ritroviamo noni in campionato, la Champions League è stata letteralmente buttata, non si sa in quale competizione europea si giocherà il prossimo anno, alcuni giocatori non sono più gli stessi di un paio di anni fa e il tifo è in protesta da mesi con dirigenza e società.
Riordinare la dirigenza
Oltre ai problemi da risolvere sul campo, è necessario mettere insieme i pezzi del puzzle anche a livello dirigenziale. Ognuno deve avere il proprio ruolo, che sia chiaro e ben definito, cosa che in questa stagione non si è vista, a partire da Zlatan Ibrahimovic. Una figura da scegliere ora per la prossima annata è quella del Direttore Sportivo, dopo la fumata nera di Paratici. Tutto questo frutterebbe per l’ambiente che diventerebbe ordinato e sereno, cosa che dall’esterno non si sta percependo.

Tecnico e dirigenza sulla stessa onda
Non si sa ancora chi siederà sulla panchina rossonera la prossima stagione, ma ci auguriamo che chi sarà il prescelto possa costruire la propria squadra di comune accordo con la società, così che il tutto si basi sull’idea di gioco del tecnico. Già prima che iniziasse la stagione non c’era molta fiducia per Fonseca, che ha proposto il suo modo di giocare con tanto possesso palla e capacità di scegliere il momento adatto per finalizzare. Infatti la sua proposta non si sposò con il gioco del Milan. A gennaio approda a Milano il sergente Conceicao. Una netta rivoluzione con il mercato invernale per provare a riprendere una stagione iniziata col piede storto. A fine aprile sembrerebbe aver trovato la chiave di volta per la rinascita: il 3-4-2-1.
Prendersi le proprie responsabilità
L’ambiente non è dei più sereni, questo è all’ordine del giorno, ma in campo ci vanno pur sempre i giocatori. Ormai sono passati 3 anni dallo splendido scudetto del 2022 e i giocatori che hanno vinto quel trofeo non possono più essere considerati dei ragazzini. Ora sono uomini adulti con delle responsabilità. Alcuni atteggiamenti e comportamenti sembrano però quelli di quindicenni viziati, come l’episodio del cooling break a Roma. La rosa è composta da giocatori tra il 18 e i 27 anni e i più grandi devono dare esempio ai giovani ed essere maturi.

Uno stadio di occasionali
Il coro più cantato allo stadio è diventato “Cardinale devi vendere, vattene, vattene!“. Chiunque lo conosce, ed è lo specchio di una tifoseria offesa, delusa e arrabbiata nei confronti della propria dirigenza che pensa a far diventare San Siro uno stadio di baseball osservando quello che accade sugli spalti. I dati sono chiari, il Milan sfora sempre i 70mila spettatori, ma a crescere è il numero degli occasionali e di chi preferisce spendere che tifare. Gli abbonati lasciano i loro seggiolini vuoti ad ogni partita. Lo stadio si riempie sempre, ma non di milanisti, che preferiscono spostarsi in secondo blu per vivere le vere emozioni del tifo rossonero.
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