Il Milan “risultatista” di Allegri cresce partita dopo partita: soffre, resiste e colpisce nel finale con Fullkrug
Il Milan supera il Lecce di misura, ma con un peso specifico enorme. Dopo il blitz di Como, i rossoneri trovano continuità anche a San Siro, restano in scia dell’Inter e aggiungono un altro tassello fondamentale nel percorso di crescita. Era una partita piena di insidie: i salentini avevano già dimostrato di saper reggere l’urto contro squadre di vertice. E infatti la formazione di Eusebio Di Francesco ha disputato una gara ordinata, intensa, tutt’altro che rinunciataria.
Il Milan, però, è cambiato. Sta imparando a leggere le partite, a non farsi trascinare dall’ansia, a convivere con la difficoltà. È una vittoria di “CORTO MUSO” come piacciono a Allegri, di quelle che in Serie A fanno la differenza: poche concessioni, gestione dei momenti, attenzione alla sostanza più che all’estetica. Il Diavolo sembra aver scacciato quei fantasmi che in passato lo avevano spesso frenato. Oggi prevalgono equilibrio, compattezza e una maggiore intelligenza tattica nelle varie fasi della gara.
E quando la partita sembra bloccata, ecco l’uomo che non ti aspetti. Non Rafa Leao, non Christian Pulisic ma Niclas Fullkrug. Il centravanti tedesco entra e impiega poco più di due minuti per lasciare il segno, come piace ad Allegri: da vero attaccante d’area, rapace, concreto. Un gol che vale tre punti e che racconta molto del suo percorso recente.
Fullkrug è arrivato in Italia con il desiderio di riscattarsi dopo un periodo complicato. Ha affrontato infortuni, momenti difficili, persino episodi extra-campo che avrebbero potuto destabilizzarlo. Invece ha reagito con carattere, lavoro e spirito di sacrificio. Non a caso Allegri lo ha elogiato pubblicamente: “Uno così è un esempio per la squadra”. Il suo calcio va oltre gli estetismi: sporca i palloni, lotta, occupa l’area e può decidere una partita con una mezza zampata. Esattamente ciò che al Milan mancava.
I numeri, poi, parlano chiaro e rafforzano il lavoro di Allegri. Dopo 21 giornate, il Milan ha 46 punti: quindici in più rispetto alla scorsa stagione, quando a questo punto del campionato ne aveva raccolti 31. La striscia di risultati utili consecutivi è salita a 20, con l’unica sconfitta arrivata all’esordio contro la Cremonese. Inoltre, i rossoneri vantano oggi il secondo miglior attacco del campionato con 34 gol (solo l’Inter ha fatto meglio) e la seconda miglior difesa con appena 16 reti subite, dietro soltanto alla Roma.
Giochismo o risultatismo, fortuna o meno, i fatti restano fatti. Questo Milan è solido, competitivo e in crescita. Allegri lo sa bene e continua a battere su un punto chiave: serve maggiore lucidità negli ultimi venti metri per chiudere prima le partite. Su questo si lavorerà in settimana, senza rivoluzioni tattiche: il 3-5-2 resterà la base di partenza.
Intanto il tecnico si gode Fullkrug, l’attaccante che avrebbe voluto già in estate e che oggi rappresenta una soluzione preziosa sia dall’inizio sia a gara in corso. Il suo gol contro il Lecce è la sintesi perfetta di un’intuizione di mercato che, almeno per ora, sembra pienamente riuscita. E mentre i detrattori cercano nuovi argomenti, il Milan guarda avanti, con numeri, certezze e una trasferta all’Olimpico che dirà ancora di più sulle reali ambizioni di questo Diavolo.
Questo Milan è sempre più a immagine e somiglianza di Massimilano Allegri!
Milan risultatista? Ben venga e con un Fullkrug in piu’…
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