Milan, San Siro: i consiglieri comunali fanno muro sulla vendita. La situazione complicata della Scala del Calcio si infittisce
San Siro, la “Scala del calcio”, vive ormai ai margini delle strategie future di Milan e Inter. Le due società hanno infatti deciso di concentrarsi su nuovi progetti per impianti moderni e funzionali, capaci di garantire maggiori ricavi e un’esperienza migliore ai tifosi. La gloriosa storia dello stadio rimane, ma il suo futuro appare sempre più incerto, lontano dal cuore pulsante del calcio milanese.
Il Milan, in particolare, ha puntato con decisione sul progetto di San Donato, dove immagina il proprio stadio di nuova generazione. L’Inter, dal canto suo, continua a lavorare a ipotesi alternative, senza che San Siro rientri davvero nei piani principali di sviluppo. Il risultato è che il vecchio impianto rimane sospeso, al centro di un dibattito politico e amministrativo che si intreccia con le esigenze sportive ed economiche.
Milan, San Siro e i consiglieri: “Ipotesi sconcertante per il comune cedere ai club”
Sul fronte istituzionale, la notizia delle ultime ore riguarda il prezzo di vendita dello stadio. Il Comune di Milano starebbe valutando un abbassamento di circa 30 milioni di euro: dai 197 milioni fissati dall’Agenzia delle Entrate a 160 milioni. La riduzione sarebbe legata ai costi di bonifica e ad altre spese accessorie che, secondo l’ipotesi in discussione, ricadrebbero sull’amministrazione. Una scelta che però non convince tutti.
In Consiglio comunale, infatti, la possibilità di scontare il prezzo ai club ha già sollevato forti perplessità tra i consiglieri di maggioranza. Alessandro Giungi (Pd) ha parlato di decisione “sconcertante”, sottolineando che nessuna normativa obbliga il Comune a farsi carico di quei costi. Per il consigliere, accettare questa logica significherebbe riconoscere l’assenza di un vero interesse pubblico nell’operazione, con conseguenze gravi per il bilancio comunale e per i cittadini.
Alle critiche si è aggiunta anche la voce dei Verdi, con Carlo Monguzzi che ha definito la scelta un “ulteriore regalo ai fondi speculativi”. Secondo lui, portare il prezzo da 197 a 160 milioni svaluta eccessivamente un bene storico come San Siro, tanto da renderlo “meno del Pirellino”. La delibera definitiva arriverà in aula a settembre, promettendo un dibattito acceso tra chi vuole procedere con la cessione e chi, invece, intravede in questa mossa un pericoloso precedente per la gestione del patrimonio pubblico.
Milan, San Siro: i consiglieri comunali fanno muro sulla vendita. Il comunicato
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