Il destino di San Siro torna al centro del dibattito politico ed economico di Milano. Dopo mesi di attese e rinvii, la decisione sulla vendita dello stadio ai club di Milan e Inter si sposterà a novembre, complice l’inchiesta sull’urbanistica che ha coinvolto anche il sindaco Giuseppe Sala e alcuni membri della Giunta, rallentando l’iter. La data cruciale è il 10 novembre, quando scatterà il vincolo sul secondo anello dell’impianto, entro allora il Consiglio Comunale dovrà esprimersi. L’Agenzia delle Entrate ha già fissato da tempo il prezzo di vendita in circa 197 milioni di euro, ma la discussione si concentra sulla compartecipazione economica di Palazzo Marino. Milan, San Siro: La vendita slitta ancora. Comune e club verso il nodo finale

Secondo le prime proiezioni, il Comune si impegnerebbe per 36 milioni di euro, suddivisi in tre capitoli, 9mln destinati alle bonifiche delle aree verdi, 12mln per lo spostamento del tunnel Patroclo e 14mln per la demolizione e la rifunzionalizzazione del Meazza. Una cifra che però non convince tutti. Alcuni esponenti del Partito Democratico, pur sostenendo l’operazione, spingono per rivedere al ribasso la quota a carico dell’amministrazione. Decisamente contrario invece il fronte dei Verdi, che definisce l’accordo insostenibile per i cittadini milanesi.

