E’ arrivata la sosta nazionali e puntualmente al Milan è mancato qualcosa nell’ultima partita di campionato. Si sono sprecate le critiche, anche dure, che non hanno risparmiato nessuno. Unica voce fuori dal coro, Massimo Ambrosini storico giocatore ed ex capitano rossonero.
-“È bello che un gruppo composto con criterio sia stato protagonista in uno degli stadi più belli d’Europa“. Ha cominciato così, durante l’intervista che gli è stata fatta alla presentazione della pellicola “Campioni del Made in Italy”

L’ex Milan Ambrosini, ora opinionista sportivo, ha toccato diversi temi, con un riferimento alla frase di Fonseca sulle difficoltà di preparare partite contro le squadre italiane, rispetto ai big match europei:
- “C’era tanta genuinità in quella dichiarazione. In Europa, lo dico per esperienza, è più facile sviluppare un potenziale di un certo tipo nella bellezza. In campionato le partite possono essere invece più dure, ma non deve essere un alibi per il Milan. Non viene chiesto di vincere 4-0 sempre, ma è doveroso fare prestazioni diverse da quelle messe in campo contro squadre inferiori”.
L’ex capitano rossonero ha poi parlato di alcuni dei centrocampisti attuali:
- “Chi mi somiglia tra Musah e Fofana? Non so, io ero così strano (ride, ndr). Mi piace però parlare di Reijnders, un calciatore forte. Ha tante caratteristiche richieste dal calcio moderno ed è un ragazzo serio. Per questo tipo di calcio è fondamentale”.
Poi, chiude sul tecnico portoghese:
- “Penso che Fonseca sia un uomo competente e un allenatore altrettanto competente. Ci ha messo un po’ per avere chiaro come sistemare la squadra, però ha una personalità forte. A dispetto di ciò che può togliere una non perfetta conoscenza della lingua a livello mediatico. Spero che sia arrivato anche per lui il momento di raccogliere quanto seminato. La chiave per il Milan sarà trovare continuità. In tutte le partite”.
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