Il Milan continua a pagare un conto salato dal dischetto. Negli ultimi mesi i rigori sono diventati un vero incubo per i rossoneri. Cinque errori negli ultimi sette tiri e addirittura sette su tredici da inizio 2024. Numeri che parlano da soli e che rischiano di pesare sul cammino di una squadra in lotta per lo scudetto. L’ultimo episodio, quello di Pulisic contro la Juventus, ha riaperto una ferita che sembrava rimarginata. Il rigore sbagliato dall’americano ha privato il Milan di un successo importante, lasciando spazio a dubbi e nervosismi.

Il problema non è solo tecnico, ma anche mentale dal punto di vista della gestione della pressione, la squadra non sembra più avere un rigorista vero come Ibra o Kessié. Allegri ha cercato di minimizzare, ma sa bene che una percentuale così bassa può fare la differenza in un campionato equilibrato. Gli errori dal dischetto non sono frutto del caso. Spesso arrivano in momenti chiave, quando il Milan domina ma non riesce a chiudere le partite. Servirà ritrovare freddezza e responsabilità. Forse è arrivato il momento di stabilire una gerarchia precisa, perché in una corsa serrata come questa, un rigore può valere uno scudetto o farlo perdere.

