Una stagione piena di soddisfazioni quella del Milan Under 15 del tecnico Cresta: solo con il Cagliari non riescono a trovare la via del gol ma la posizione rimane al primo posto. 56 punti, 18 vittorie, 4 sconfitte e 2 pareggi: dietro a questi numeri c’è qualcosa di più grande. Un esempio è il match scorso con la Dea, seconda in classifica con 51 punti, a pochi passi dai rossoneri: inaugura l’Atalanta con Bellei ma nella ripresa cambia l’inerzia della gara. La reazione del Milan arriva con una rete dopo l’altra: la prima al 20’ con Boniforti, dopo quattro minuti arriva la seconda su calcio di rigore, con Bernasconi sul dischetto, e infine il terzo al 40’ con Ferrari che raggiunge l’ultimo traguardo della giornata. A quota 13 c’è il capocannoniere Rossini: fondamentale con l’Inter, segna al 5’ del secondo tempo e i rossoneri conquistano il derby per 1-0.
Dopo questo percorso, si rinizia con gli Ottavi di finale sul campo dell’Udinese, la quinta in classifica nel girone B con 35 punti. Ma i rossoneri in vetta hanno dimostrato un grande salto di qualità dall’Attività di base a quella agonistica, ora si punta sempre più in alto.
“Abbiamo fatto finora un percorso importante e i risultati che abbiamo ottenuto sono figli del lavoro quotidiano, è stato un percorso di crescita costante che ha portato a un miglioramento individuale e collettivo. Ora i playoff ci introducono a una fase importante, perché per i ragazzi è una prima esperienza al cospetto di partite così, in cui subentra l’idea dell’essere dentro o fuori. Però ci arrivano con l’autostima e la consapevolezza di quanto fatto fin qui” – dichiara il tecnico Cresta.
“Per loro i playoff saranno un motivo di crescita, perché si affrontano momenti importanti ed è giusto iniziare a comprendere le emozioni di queste gare. Come sempre, il loro impegno dovrà essere massimo e noi, come staff, dobbiamo cercare di non trasmettere ai ragazzi un approccio troppo orientato al risultato. Per noi conta la prestazione, ci interessa vederli dare tutto per la propria squadra, con la stessa determinazione di sempre, se non ancora maggiore. Perché l’obiettivo è la crescita di ogni giocatore, che dal campo si riflette poi sull’individuo”.

