Grande prova di carattere per il nuovo Milan di Sergio Conceicao nella sfida contro la Juventus
La sfida di ieri sera contro la Juventus non è stata una grande partita per il Milan per quanto riguarda la qualità del calcio. Eppure i rossoneri sono riusciti ad imporsi grazie ad una grande prova di carattere.
Un primo tempo scialbo per il Milan che è andato in svantaggio con la rete di Yildiz al 21′ e non è riuscito ad impostare il proprio gioco. Sergio Conceiçao però è sempre rimasto lì, al limite dell’area tecnica a spronare i suoi giocatori per dargli quella spinta in più. Altro che febbre a 39 per il tecnico portoghese.
Poi il discorso dell’ex Porto nello spogliatoio durante l’intervallo ha cambiato tutto. Anche Ibrahimovic e Moncada hanno raggiunto la squadra e hanno assistito a quanto detto da Conceiçao. La reazione è arrivata nella ripresa quando il Diavolo è sceso in campo con un’altra personalità. “Credo che i ragazzi abbiano capito quello che volevo. Finalmente ci siamo messi a giocare il calcio che avevo chiesto e il fastidio provato fino a quel momento è sparito. Ho visto finalmente la cattiveria che è necessaria per arrivare a qualcosa in più. Sotto questo aspetto cresceremo ancora: c’è bisogno solo di tempo” ha detto Conceiçao a fine partita.
Milan, l’importanza delle scelte tattiche
A fare la differenza nel secondo tempo però non è stato solo l’atteggiamento dei rossoneri. Le mosse tattiche, dalle sostituzioni ai cambi di modulo, hanno permesso al Milan di impostare un gioco diverso da quello visto nella prima frazione. “Siamo partiti con una punta perché i due esterni (Pulisic e Jiménez) dovevano dare profondità, cosa che invece non sono riusciti a fare. Così ho deciso mettere dentro Abraham e abbiamo giocato con due punte per pressare di più gli avversari. Quella del doppio centravanti è una soluzione possibile per il futuro anche perché nella mia carriera ho utilizzato tante volte il 4-4-2. Moduli a parte secondo me sono fondamentali la dinamicità, la corsa e la giusta interpretazione della gara: nella ripresa li ho visti, prima no”.
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