Zlatan Ibrahimovic torna a parlare e lo fa con la solita schiettezza che lo contraddistingue. Niente filtri, solo passione per il suo Milan. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il Senior Advisor rossonero ha raccontato il suo ruolo e il nuovo corso del club sotto la gestione Allegri-Tare. Ecco le sue parole: “Il mio ruolo non è cambiato, rappresento la proprietà. L’anno scorso facevo più di quello che dovevo fare, ma non mi piaceva. Se non posso essere me stesso, non sto bene. Non voglio essere ingabbiato e infatti non ho un ufficio. Vado io da chi devo vedere”.

Ibra oggi è un punto di riferimento fuori dal campo, ma con la stessa fame di sempre: “Non ho obiettivi personali, tutto quello che faccio è per il Milan. La prima volta il Milan mi ha dato felicità, la seconda amore. Ora voglio restituire e tornare a vincere”.
Inevitabile una parola su Rafael Leao, suo vecchio compagno: “Leao è magia. Lo abbiamo visto crescere: ora ha due figli, è un percorso. Io sono maturato a 28 anni. Quando abbiamo vinto lo scudetto, posso dire che lo ha vinto da solo”.
Poi elogi per il nuovo gruppo: “Modric è un leader silenzioso, Rabiot doveva venire un anno fa. Pavlovic e Ricci cresceranno. Allegri? Sa come si vince. Gli ho fatto vincere il suo primo trofeo, oggi ha meno ego da gestire ma la stessa fame”. Un Ibrahimovic più saggio, ma ancora affamato: “Credo nello scudetto. Dobbiamo crederci tutti”.
