Marcos, 38enne della provincia di Udine e tifoso rossonero, si racconta: “La curva e i cori mi hanno fatto ripartire da me stesso”
Marcos inaugura questa nuova rubrica, “Parola ai tifosi rossoneri”: uno spazio in cui parlare di emozioni, avventure, aneddoti e sentimenti per il nostro amato Milan. Vedremo tante storie, diverse tra loro, di tifose e tifosi del Milan di tutta Italia e, perchè no, sparsi in giro per il mondo.
Il primo a chiacchierare con me del mondo rossonero è stato Marcos, 38 anni, che abita in provincia di Udine e si definisce “milanista dalla nascita”.
Come è nata la tua passione per il Milan?
Marcos risponde così: “La passione per il Milan ce l’ho nel sangue e sono abbonato allo stadio dal 2008. Ho macinato tanti chilometri tra il Friuli e San Siro”. Per non parlare delle trasferte che Marcos ha fatto in Italia, ed infatti ci elenca le città che ha toccato: “Verona, Bergamo, Brescia, Genova (dove ho assistito ad una partita contro la Sampdoria. Ed ancora, sono stato a Torino, sia all’Allianz Stadium che allo stadio del Torino, a Firenze, Parma, Bologna e Cesena, quando la squadra romagnola era in Serie A“.
Diverse sono anche le partite a cui ha assistito a Roma, sia contro la Lazio che contro la squadra giallorossa, oltre alle due finali di Coppa Italia, quella nel 2018 contro la Juve e quella dello scorso anno contro il Bologna. Ahimè entrambe perse dal Milan.
Marcos ha fatto trasferte anche nel Sud Italia, in particolare a Napoli e Salerno e ci spiega che: “una volta sono partito con un autobus alle 19,30 di sera e sono arrivato il giorno dopo a Napoli, con una valigia in mano, e ho girato la città da solo. Vado dove mi porta il cuore per cui seguo spesso la squadra“.
Qual è la trasferta più lunga che hai fatto?
“La città più lontana in cui sono stato è Crotone. Sono partito da casa mia in treno e, quando sono sceso alla stazione di Lecco mi è venuto a prendere un ragazzo, anche lui tifoso del Milan, e siamo andati in macchina fino a Seregno. Da lì siamo partiti in pulmino in direzione Crotone. Questa è una pazzia che ho fatto per il Milan”.
Marcos, per concludere, ci dice che ama il Milan più di qualsiasi altra cosa al mondo ed aggiunge un bellissimo messaggio: “Lo stadio e gli spalti mi hanno aiutato molto anche in un momento difficile della mia vita. La curva, il senso di appartenenza, essere uniti, cantare, ti permette di staccare la spina e pensare solo al Milan“.
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Milan(isti) Inside: Marcos Mareschi
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