Stefano Ravaglia, appassionato del Milan, ci regala una doppia prospettiva, quella del giornalista e del tifoso rossonero.
Quest’oggi il protagonista della nostra rubrica è Stefano Ravaglia, grande tifoso rossonero e giornalista. Da anni condivide la sua passione per il Milan attraverso la pagina social “Tradizione rossonera“, presente nelle piattaforme Instagram, Facebook e YouTube, in cui pubblica immagini e foto del passato e posta analisi post partita. Vive inoltre i match dei rossoneri da un punto di vista speciale, quello della tribuna stampa. Ma non solo: ha anche trasformato questo amore in un progetto più grande, scrivendo un libro, il cui titolo è “La storia del Milan, il romanzo rossonero“, che racchiude aneddoti e ricordi e di un vero cuore milanista.
Entriamo ora nel vivo dell’intervista e, come di rito, gli chiediamo come è nata la sua passione per il Milan: “Quando avevo circa 6 anni mio papà mi portò su un prato vicino casa, vestendomi con maglietta rossonera, pantaloncini bianchi e scarpe da calcio. Ai piedi avevo un pallone di quelli che andavano una volta, con i pentagoni neri. Mi scattò questa foto, la portò a Milanello e la fece autografare da tutti i giocatori. Più o meno era il 1990 o 1991. Lo definisco il mio primo giorno da milanista anche se i ricordi si fanno più nitidi dal 1994 o giù di lì”.
La doppia prospettiva: tifoso e giornalista
Come dicevamo Stefano vive il Milan non solo da tifoso, ma anche da osservatore professionista. Grazie al suo lavoro, ha la possibilità di seguire da vicino la squadra, assistendo alle partite direttamente dalla tribuna stampa di San Siro, o di altri stadi: “Beh sono sempre stato uno da stadio, sono stato a San Siro la prima volta nel 1996. Per 20 anni ho avuto l’abbonamento nonostante abiti a 300 km da Milano. Ho girato quasi tutti gli stadi d’Italia anche in trasferta. Poi naturalmente c’è anche la tv, ma resto un tifoso di stadio. Oggi vado in tribuna stampa, essendo giornalista, ma ogni tanto torno a qualche anno fa e preferisco stare in mezzo alla nostra gente”.
Entriamo nel vivo del gioco e gli domandiamo quali sono le sue rivalità più grandi: “Inter, Roma e Bologna. Ma sinceramente preferisco giudicare sempre le partite e le cose per come sono, al di là del tifo. Purtroppo oggi manca molta obbiettività e si preferisce sempre e solo scatenare delle gazzarre tra tifosi facendo leva sulle polemiche. E’ onestamente un clima molto brutto e peggiorato con gli anni”.
Sei scaramantico durante le partite?: “Per nulla, la scaramanzia non esiste. Mi sembra una cosa abbastanza inutile”.
Le pagine sui social network
Il nome delle pagine social di Stefano, “Tradizione Rossonera“, ci riporta al passato, per cui facciamo un salto indietro nel tempo. Vediamo dunque quali giocatori del Milan hanno lasciato più il segno nel suo cuore: “Tre: Marco Simone, Franco Baresi e Roberto Baggio. Con il Capitano, dato il mio mestiere, ho avuto una serata bellissima 3 anni fa presentando il suo libro in Veneto e cenando con lui fianco a fianco“.
Continua così “Simone è stato il mio primo idolo, per un bambino di 10 anni vedere un attaccante così puro e semplice che segnava tanto era il massimo. Roberto Baggio è Roberto Baggio, e se ho un sogno nella vita ancora da realizzare è quello di incontrarlo anche solo due minuti. Il mio più grande rimpianto è certamente Redondo invece: aveva una classe immensa e non vederlo praticamente mai ad alti livelli con noi è stata una perdita enorme”.
Il libro dedicato al Milan
Come raccontato nell’introduzione, Stefano Ravaglia ha dedicato anche un libro al Milan, in cui coniuga passione e informazione: “Si chiama ‘La storia del Milan, il romanzo rossonero’, un libro di 500 pagine dove racconto tutta la storia del club”. Gli chiediamo di raccontarci brevemente i contenuti della sua opera, che propone temi coinvolgenti, ma al contempo precisi e ben documentati. Ecco come la descrive:
“E‘ un lavoro un po’ diverso, ovvero metto tantissime cose inedite e soprattutto tante cose che riguardano anche la curva, il tifo, la storica triade Fossa-Brigate-Commandos. Purtroppo oggi tutto è cambiato, i tifosi conoscono proprio la storia del proprio club e per me è una cosa veramente inconcepibile. La passione dovrebbe portarci sempre a indagare e scoprire la storia della nostra squadra”.
Non ci resta che ringraziare Stefano per averci dato una doppia prospettiva, quella del giornalista e del tifoso.
Rinnovo infine un invito: se vuoi essere il prossimo tifoso/a protagonista di questa rubrica non esitare a scriverci in chat nei profili social di AcMilanInside!
Milan(isti) Inside: Stefano Ravaglia
LEGGI ANCHE: Verso Atalanta-Milan, svolta sulle condizioni di Ruben Loftus-Cheek. E Estupiñán…

