Pellegatti senza filtri: “Il Milan col Parma è stato inguardabile. Se siamo stanchi ora, meglio non iscriversi alle coppe”
All’indomani del deludentissimo pareggio contro il Parma, Carlo Pellegatti ha analizzato con la consueta lucidità e passione la prestazione del Milan, cercando di individuare le vere cause di questo improvviso crollo nel secondo tempo. Un’analisi che va oltre il singolo risultato, toccando questioni di mentalità, qualità e profondità della rosa.
“Contro il Parma la peggiore delle tre”
Pellegatti ha voluto distinguere la partita del Tardini dalle precedenti gare contro Cremonese e Pisa, evidenziando un chiaro peggioramento:
“Molti dicono che le partite contro Parma, Cremonese e Pisa sono simili, ma secondo me quella contro il Parma è la peggiore delle tre. Con la Cremonese non avevi ancora trovato la condizione, col Pisa hai recuperato con volontà… ma ieri è stato un disastro”.
Il giornalista sottolinea come, a differenza delle altre gare, il Milan non abbia alcuna giustificazione valida:
“Parlare di stanchezza non esiste per una squadra che gioca una partita a settimana. Se siamo stanchi ora, allora meglio non iscriversi alle coppe europee”.
Pellegatti evidenzia l’assurdità di subire sei occasioni da rete dal Parma, peggior attacco d’Europa, dopo essere stati avanti 2-0:
“Sembrava un tiro al bersaglio. Voglio capire cosa non sia andato anche sul piano tattico”.
Le vere cause del crollo: panchina corta e ruoli scoperti
Per l’esperto rossonero, il problema non è solo mentale ma anche strutturale. Le alternative non sono all’altezza dei titolari e alcune scelte di mercato non hanno colmato le lacune della scorsa stagione:
“Tra Saelemaekers e Atekhame c’è un abisso. Fofana non ha un sostituto vero: Loftus gioca in modo troppo diverso. Modric, Jashari e Ricci? Anche lì c’è un abisso”.
E poi la questione più delicata: l’attacco.
“Manca un centravanti vero. È una lacuna evidente e pesa sempre di più. Senza una punta di livello, non si vince nulla”.
Il messaggio a Milanello
L’analisi di Pellegatti suona come un campanello d’allarme per Allegri e per la dirigenza: il Milan ha qualità, ma non è ancora una squadra equilibrata né profonda. Serviranno lavoro, concentrazione e forse anche qualche innesto a gennaio per evitare altri blackout come quello del Tardini.
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