Pioli d’Arabia si racconta alla Gazzetta
Stefano Pioli, ex allenatore del Milan, si è raccontato alla Gazzetta dello Sport, approfondendo temi come il suo legame con il club rossonero, l’addio, e la sua nuova esperienza in Arabia Saudita con l’Al-Nassr. A Riad, il tecnico ha riabbracciato molti dei suoi ex giocatori, tra cui Theo Hernández e Rafael Leão, e si è lasciato andare a riflessioni personali e professionali.
Sul Milan e l’addio
Pioli ha definito i suoi anni al Milan come “i più intensi della mia carriera”. Dopo cinque stagioni ricche di soddisfazioni, tra cui lo Scudetto del 2021-22, ha ammesso che il distacco è stato emotivamente difficile. “Ho dato tutto per il Milan, ma quando guardo le partite in TV non riesco a seguirle: provo troppe emozioni”. Ha riconosciuto il valore del gruppo costruito e il contributo di figure chiave come Maldini e Massara, definendo il loro supporto “essenziale per i successi ottenuti”.
Pioli sull’esperienza araba
Ora alla guida dell’Al-Nassr, Pioli ha trovato una realtà completamente diversa, sia dal punto di vista culturale che calcistico. Ha sottolineato come la Saudi Pro League stia crescendo in termini di organizzazione e qualità dei giocatori. “L’Arabia Saudita sta investendo molto nel calcio, e credo che il progetto sia ambizioso”. Ha anche parlato dell’impatto di Cristiano Ronaldo: “Il suo arrivo ha elevato il livello di competitività e visibilità della lega”.
Su Leão e Theo Hernández
Pioli non ha nascosto l’affetto per i suoi ex giocatori, in particolare Leão e Theo. “Leão è un talento puro, con margini di crescita enormi. Theo è un leader silenzioso, ma fondamentale dentro e fuori dal campo”. Ha raccontato con orgoglio i progressi di entrambi, sottolineando quanto siano stati determinanti per il successo del Milan.
Pioli su Reijnders
Riguardo Tijjani Reijnders, Pioli si è soffermato sull’importanza del centrocampista nella nuova era del Milan, sottolineando il suo grande potenziale: “Reijnders è un giocatore con qualità tecniche e fisiche straordinarie. Anche se non l’ho allenato, ho seguito il suo arrivo e credo che possa essere un elemento chiave per il Milan del futuro.”
Il tecnico ha riconosciuto il valore delle scelte della dirigenza rossonera nel puntare su giovani talenti come lui, fondamentali per mantenere alta la competitività della squadra.
Rapporti con Maldini, Massara:
Pioli non dimentica il passato. Ha parlato con affetto di Paolo Maldini e Frederic Massara, dicendo:
“Con Maldini ho costruito un rapporto speciale. È stato un punto di riferimento per me al Milan. Tanto con lui e Massara ho lavorato bene, intesa fortissima anche discussioni dure”
Il rapporto con Ibrahimovic
Pioli ha descritto il suo rapporto con Zlatan Ibrahimovic come “una sfida continua, ma bellissima”. Ha rivelato alcuni aneddoti, tra cui “uno scontro acceso nel mio ufficio, che però ha rafforzato la nostra intesa”. Ibrahimovic, secondo Pioli, è stato il simbolo del cambio di mentalità nel Milan: “La sua presenza ha trasformato la squadra”.
La visione sul calcio moderno
Pioli ha espresso alcune riserve sul calcio moderno, sottolineando il rischio di perdere la dimensione umana: “Si parla sempre più di business, ma il calcio è emozione, sacrificio e condivisione. Questo non deve mai cambiare”. Inoltre, ha ribadito l’importanza di avere un progetto chiaro e sostenibile, elogiando il lavoro fatto dal Milan negli ultimi anni.
Pioli ha concluso parlando della crescita della Saudi Pro League e del futuro del calcio europeo:
“L’Arabia sta investendo molto, ma il calcio europeo resta un riferimento. Spero che Milan e Inter continuino a competere ai massimi livelli, perché sono squadre che meritano il meglio.”
Un messaggio ai tifosi
Infine, Pioli ha dedicato un pensiero speciale ai tifosi rossoneri: “Sarò sempre grato per l’amore e il supporto che mi hanno dato. Il Milan sarà sempre una parte di me”.
Conclusione
L’intervista a Stefano Pioli ci restituisce l’immagine di un tecnico che, pur essendosi reinventato in un nuovo contesto, non dimentica le emozioni e i legami costruiti negli anni al Milan. La sua visione sul calcio, tra tradizione e modernità, offre uno spunto di riflessione su come questo sport debba continuare a evolversi senza perdere la sua essenza.
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