Manca poco per vedere in campo il Milan di Max Allegri! L’analisi della squadra da un punto di vista tattico e non solo
L’allenatore svolge un ruolo fondamentale, non solo perché è la guida tecnica/tattica di una squadra, ma perché a lui vanno gli oneri e gli onori dei risultati conseguiti. Il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan ha reso contenti molti tifosi e fatto sorgere dei dubbi in qualche altro.
Proviamo ad ipotizzare insieme quale sarà il volto che l’ex Juventus donerà al Diavolo, parlando di tattica, obbiettivi e non solo!
Gli obbiettivi del Milan di Massimiliano Allegri
Un club di tutto rispetto come il Milan e dal glorioso passato deve prefissarsi ad inizio stagione degli obbiettivi concreti, soprattutto visto il periodo difficile da cui è reduce la squadra. Per riacquisire la fiducia dei tifosi un primo obbiettivo è sicuramente centrare la qualificazione in Champions League.
Questo non solo per un fattore economico, ma anche e soprattutto per l’ambiente rossonero, da sempre abituato al più grande palcoscenico Europeo! L’eventuale corsa alla Coppa Italia potrebbe rappresentare un trofeo (quest’anno mancato, dopo la sconfitta contro il Bologna in finale) accessibile per i rossoneri e costituirebbe un primo passo verso il ritorno alla vittoria.
Lo scudetto, per quanto si parli di Milan, è un obbiettivo oggettivamente utopico per una squadra che deve trovare equilibrio, forza e deve conoscersi perché quasi completamente destrutturata! Con un Napoli che trova conferme e aggiunge qualità e altre squadre come Bologna, Atalanta, Juventus, Inter che continueranno a dire la propria, la corsa per questo trofeo è verosimilmente improbabile.
Per raggiungere questi obbiettivi, la parola d’ordine è quindi competitività! Tornare pian piano a dire la propria nella classifica e se possibile mettere qualche trofeo in bacheca (anche se per l’ambiente rossonero è molto più importante riacquisire fiducia e “seminare” per le successive stagioni, rispetto a raccogliere immediatamente senza poi avere risultati nel lungo periodo, come già successo).
La tattica di Mister Allegri
Si sa, l’ex Juve non è (come per esempio Mister Gasperini) legato irreversibilmente ad un modulo! La sua tattica però prevede, di solito, una difesa solida, un centrocampo di spessore e gli attaccanti liberi di muoversi.
Probabilmente con il Milan alternerà il 4-3-3 in fase di possesso ad un 4-4-2 in fase di non possesso! Elementi chiave nel gioco di Allegri sono delle mezzali fisicamente forti e un mediano che faccia da regista basso (come Locatelli).
Nella fase difensiva le ali dovranno essere disposte a scalare sulla linea del centrocampo, per ridurre al minimo gli spazi centrali e costringere gli avversari a giocare sulle corsie dove gli esterni andranno a raddoppiare e la difesa svolgerà il suo lavoro.
Un 4-4-2 quindi impostato con una linea difensiva attenta, dei terzini che si alternano (uno spinge, l’altro si accentra come faceva Alex Sandro con Danilo) e il resto dei reparti stretti per non lasciare spazi.
Attaccando invece, il Milan sarà probabilmente verticale, ma in maniera ragionata! Questo significa non “osare” troppo nelle giocate (da qui l’espressione corto muso); una costruzione bassa, con meno rischi fatta da appoggi o sul centrocampista o su un attaccante che viene incontro. L’imprevedibilità vincente è data dalle ripartenze delle ali (Leao sarebbe lasciato libero di attaccare la profondità o la fascia), da una punta cattiva sotto porta e da un centrocampo che legge bene le fasi, sa dosare i tempi e quindi non dona infinite transizioni, ma quelle poche sono di qualità e risultano vincenti.
Movimenti semplici, equilibrio difensivo e a centrocampo, con delle libertà soprattutto per il reparto offensivo di creare superiorità individuali (Leao, Pulisic, ne sono ampiamente capaci), così potrebbe essere sintetizzato il gioco di Allegri.
I contro della tattica di Allegri
Si rischia però una prevedibilità offensiva (con Leao messo fuori dai giochi il Milan potrebbe diventare statico). Bisogna migliorare il centrocampo, perché senza giocatori fisicamente forti (come Pogba, Matuidi), quanto richiesto dal Mister perde di efficacia.
Inoltre il Milan, impostato così rinuncerebbe a molti recuperi offensivi perché farebbe difficoltà a pressare alto e in assenza di una punta cinica sotto porta, potrebbe rischiare di non concretizzare! Serve quindi un attaccante da 15-20 gol (Vlahovic?), un centrocampo più fisico e se Pulisic non convince come trequartista, anche un “10” fantasioso e che possa cambiare l’inerzia della partita.
Il volto del Milan di Allegri
In conclusione, un Milan organizzato, cinico, affidabile, ma meno coinvolgente per i suoi tifosi e sul piano offensivo! L’estetica viene messa in secondo piano rispetto alla funzionalità del progetto, ma qualche miglioramento di mercato deve essere adottato.
Mister Allegri riuscirà a far tornare il Milan alla vittoria, con questo nuovo volto?
Quale volto avrà il nuovo Milan di Allegri? L’analisi
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