Basta illusioni
Lo dico con un certo sollievo: almeno finisce la pagliacciata di San Donato. Dopo mesi di attese, silenzi e false speranze, il Comune di San Donato e la Città Metropolitana di Milano hanno ufficialmente sospeso l’accordo di programma per la costruzione del nuovo stadio. Il motivo? “Valutare eventuali sviluppi alternativi del progetto”. Tradotto: si chiude qui. Si cambia rotta. Finalmente
Il Milan guarda altrove. E fa bene.
La notizia è arrivata dopo una riunione tra Comune, Città Metropolitana, Ferrovie dello Stato, RFI e Sport Life City, su iniziativa del sindaco Francesco Squeri. E sapete perché si è arrivati a questo punto? Perché il Milan ha già scelto da tempo di andare in un’altra direzione. San Siro è tornato al centro del progetto. E questo non è un caso. È una decisione strategica, realistica. E anche logica.
Un addio che era nell’aria
Personalmente, il progetto San Donato l’avevo archiviato due anni fa. Ma si è continuato a fingere, a vendere rendering, a parlare di plastici e fantascienza. Intanto passavano i mesi e non si faceva nulla. Ora, almeno, si può voltare pagina. Il Milan tornerà a condividere San Siro con l’Inter, ma con un nuovo piano, condiviso anche dall’amministrazione comunale. Lo ha detto chiaramente Scaroni alla Gazzetta:
“Sono ottimista perché ora il progetto è anche del Comune. Dopo sei anni, finalmente si respira un’aria diversa. Si lavora per costruire uno stadio bellissimo, sicuro, accessibile, a misura di famiglia.”
San Donato: non tutto è perso
E sia chiaro: San Donato non verrà cancellato del tutto. Lo stesso sindaco Squeri ha confermato che il club ha espresso interesse a realizzare un polo sportivo dedicato al settore giovanile e a quello femminile. Un progetto serio, utile, strutturato. E soprattutto, senza illusioni.
“Saremmo favorevoli a questo tipo di sviluppo”, ha detto il sindaco, “anche perché valorizzerebbe un’area oggi critica per la sicurezza.”
Un passo indietro sullo stadio, ma un passo avanti per il territorio. E per una volta, tutti sembrano essere d’accordo.
Via chi non crede più nel progetto
Ora, mi auguro che chi ha tirato per le lunghe questa storia si faccia da parte. Perché tenere in ostaggio i tifosi, le istituzioni e lo stesso club non è accettabile. Servono persone serie, competenti, capaci di prendere decisioni. Non possiamo più permetterci di perdere tempo dietro a sogni irrealizzabili o slogan da campagna elettorale.
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