Serginho torna a parlare della sua esperienza in rossonero e si emoziona parlando di Berlusconi.
In un momento della stagione in cui il Milan di Massimiliano Allegri si trova a solo un punto dalla vetta della classifica, Serginho, leggenda rossonera e terzino sinistro del Milan di Carlo Ancelotti ritorna a parlare del suo vecchio club e non evita di ricordare la sua avventura da calciatore.
In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l’ex fuoriclasse brasiliano ha speso parole d’elogio verso Silvio Berlusconi, suo presidente quando era calciatore. Non sono mancate invece le critiche ai metodi utilizzati da Alberto Zaccheroni, suo primo allenatore nel 1999.
Serginho sul suo passato rossonero, da Zaccheroni a Berlusconi

Sugli inizi con Zaccheroni: ” L’inizio su un vero incubo! Passavamo almeno mezz’ora a fare sedute di tattica. Io mi chiedevo ‘ma quando lo usiamo il pallone?’ Allenamenti in cui facevamo 11-0, cose per me inconcepibili. Ero triste, soffrivo il freddo e volevo andare via”.
Sulla svolta con Cesare Maldini: “Maldini mi ha salvato la carriera: mi diceva di pensare solo ad attaccare, con lui vincemmo 6-0 il derby. Io ero sempre il migliore in campo. Poi è arrivato Carlo e la musica è cambiata definitivamente. Eravamo una squadra incredibile, la più forte del mondo in quegli anni”.
Il ricordo di Berlusconi: “Era inimitabile, unico. Veniva spesso in spogliatoio, dando consigli di tattica e dicendo di dare spettacolo. Capitava anche che pranzasse con noi a Milanello. Le racconto questa: un giorno mi prese da parte per insegnami a difendere. “Ti spiego come fare, devi giocare d’anticipo” mi disse e mise in campo una guardia del corpo e delle sagome per farmi vedere i movimenti”.
Serginho: “Berlusconi mi insegnò l’anticipo. L’inizio con Zaccheroni fu un incubo”
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