Giù le mani dal Milan di Amorim: Niente disfattismo, la rivoluzione ha bisogno di tempo
È bastato un pareggio per 1-1 all’ All’ Allianz Stadium arrivato a due minuti dal novantesimo al termine di una partita di sofferenza — per far riaffiorare i soliti fantasmi del pessimismo e della negatività cosmica attorno all’ambiente rossonero. C’è chi ha subito rispolverato i paragoni con il passato, chi parla di un Milan “allegriano” e chi storce il naso per una gestione del pallone non ancora fluida.
Ma parliamoci chiaro e senza filtri: questo disfattismo è del tutto fuori luogo.
Rúben Amorim lo ha detto con grande lucidità e schiettezza ai microfoni di TeleLombardia al termine del match: “Abbiamo solo due mesi di lavoro alle spalle. Stiamo cambiando tutto”. Pretendere che una squadra stravolta nel modulo, nella filosofia di pressione e in quasi metà degli interpreti sia già una macchina perfetta a inizio settembre è un’illusione dannosa.
⏳ La realtà dei fatti: 7 punti su 9 e un cantiere ancora aperto
Bisogna guardare la classifica con la giusta prospettiva: il Milan ha conquistato 7 punti nelle prime 3 giornate, superando due trasferte insidiose e portando a casa un punto pesante da Torino pur non giocando la sua miglior partita. Le grandi squadre si vedono anche da questo: saper fare punti quando le gambe sono ancora pesanti e gli automatismi non girano al 100%.
Serve almeno un altro mese di lavoro quotidiano a Milanello. Servono minuti, intesa e tenuta atletica per assimilare un calcio moderno e dispendioso come quello proposto da Amorim.
La rosa, inoltre, ha risorse dal potenziale enorme che ancora non abbiamo praticamente visto:
- Omari Hutchinson: Il nuovo gioiello arrivato dal Nottingham Forest deve ancora toccare il suo primo pallone in maglia rossonera. La sua imprevedibilità e la capacità di saltare l’uomo sulla trequarti di destra daranno una variante tattica fondamentale contro le difese chiuse.
- Diego Moreira: Lanciato a sorpresa da titolare allo Stadium, il ragazzo è apparso inizialmente un po’ timido, ma ha mostrato sprazzi di classe cristallina, accelerazioni palla al piede e una qualità tecnica fuori dal comune. Come ricordato dallo stesso Amorim: “Ha tantissima qualità e si è allenato benissimo, abbiamo bisogno di due titolari di pari livello in quel ruolo”.
- Alphadjo Cissé: La vera gemma di questo avvio di stagione. Il classe 2006 sta bruciando le tappe con gol e giocate da veterano, ma il messaggio del mister in sala stampa va scolpito nella pietra: Cissé è un talento puro che va protetto. Non va caricato di responsabilità eccessive o paragonato subito a icone del passato; ha bisogno di tempo per sbagliare, imparare e diventare un top player completo.
🥊 Verso la Lazio di Gattuso: Cattiveria e personalità
Sabato sera all’Olimpico ci attende un esame di grande impatto caratteriale contro la Lazio guidata da Gennaro Gattuso. L’analisi di Amorim traccia la strada da seguire:
“Per vincere le partite devi essere aggressivo e duro, anche quando non stai giocando bene. Gattuso era l’immagine di quel Milan: a volte la squadra non giocava benissimo, ma l’aggressività che trasmetteva era qualcosa di speciale. Sappiamo cosa andremo ad affrontare, ma abbiamo una settimana per lavorare e giocheremo meglio.”
Il messaggio al popolo rossonero è limpido: abbandoniamo l’ansia da prestazione e la critica distruttiva. Il Milan ha intrapreso una strada tracciata, solida e ambiziosa. Con il rientro a pieno regime di Christian Pulisic, l’inserimento di Hutchinson e la crescita atletica di Adrien Rabiot, la squadra alzerà notevolmente i propri ritmi.
Fiducia nel mister, pazienza con i giovani e sostegno incondizionato: la stagione è appena cominciata e il bello deve ancora venire!
Giù le mani dal Milan di Amorim: Niente disfattismo, la rivoluzione ha bisogno di tempo
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