Amorim- Scivolone pesante per il Diavolo. Il tecnico portoghese incappa nel primo arresto della sua gestione in Serie A, interrompendo una striscia d’inbattibilità da record per un mister esordiente. Un rendimento simile all’avvio si registrava soltanto negli anni Sessanta, ma adesso l’attenzione si sposta sull’imminente derby di Milano e sui problemi d’infermeria che rischiano di complicare la rinascita in campionato e il cammino europeo.
I rossoneri sono apparsi svuotati di energie necessarie per scardinare la difesa avversaria. Se nella prima frazione di gioco la verve dei giovani Cisse e Hutchinson aveva fatto sperare, la ripresa ha mostrato un crollo delle prestazioni. Nemmeno l’ingresso del fuoriclasse Modrić è bastato per scuotere la squadra. Un dato su tutti fotografa la serata: nonostante oltre il 66% di possesso palla, il Milan ha pagato a caro prezzo l’enorme mole di palloni persi, ben 130 nell’arco dei novanta minuti.
Lo sconforto del tecnico e l’emergenza formazione
Nel post-partita l’allenatore lusitano ha analizzato la sconfitta senza cercare alibi, evidenziando le grandi difficoltà fisiche dei suoi uomini:
Già dal primo minuto avevo visto una squadra stanca, con poche energie. Nelle tante partite abbiamo pagato qui il calo di condizione, con tanti uomini fuori. Con tanti uomini fuori abbiamo pagato il calo di condizione. Certi errori sono arrivati per stanchezza. Sono sicuro che questa squadra in futuro crescerà molto ma nel frattempo niente scuse: non voglio difendermi.
Sulla fondamentale sfida contro i cugini nerazzurri, l’ex Sporting ha lanciato un chiaro messaggio all’ambiente:
Abbiamo la responsabilità di lottare per battere l’Inter. Non so quanti giocatori potremo recuperare ed è un problema, nei prossimi allenamenti capiremo chi potremo riavere con noi. Un club come il Milan non può permettersi di perdere 4-2 in casa. Senza fare il nostro calcio soffriamo, potevamo fare il pari con Camarda.
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