Milan- Dichiarazioni importanti sul tema stadio da parte di Paolo Scaroni. A margine dell’evento Il Tempo dello Sport, svoltosi presso l’Università Bocconi di Milano, il presidente dell’AC Milan è tornato a parlare del percorso che porterà alla realizzazione del nuovo impianto e del lungo lavoro svolto per superare le scetticismo iniziale.
Le parole del presidente rossonero sul percorso e il confronto con l’Inghilterra
Io ho dedicato sei anni della mia vita a promuovere il nuovo stadio di San Siro. È stato un processo lungo e difficile. Già nel 2018 cercavo di spiegare che Milano aveva bisogno di un nuovo stadio e che San Siro non fosse ristrutturabile, ci sono due squadre che giocano ogni 3 giorni: com’è possibile farlo? La gente mi rispondeva che ci era troppo affezionata emotivamente, e questo pensiero rendeva il mio obiettivo difficile, soprattutto per la politica, perché essa dovrebbe ascoltare i cittadini. Poi, sarà che gli italiani e i milanesi hanno visto altri stadi nuovi in televisione, ci si è accorti che forse si doveva cambiare. Questo processo di cambiamento ha coinvolto anche la politica, e progressivamente si è arrivati ad un cambiamento.
L’architettura e l’esempio internazionale di Wembley
Il nuovo stadio sarà progettato dai più grandi architetti al mondo, tra cui Norman Foster, che ha progettato il nuovo Wembley. Ecco, Wembley dovrebbe essere la Scala del Calcio, perché il calcio l’hanno inventato gli inglesi. Ricollegandoci a questo, Wembley è stato comunque buttato giù e ricostruito da zero.
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