Vigilia europea per il Milan, che si prepara ad affrontare il Ferencvaros nella quarta giornata della fase campionato di Europa League. Dopo la vittoria nel derby contro l’Inter, i rossoneri vogliono ritrovare continuità anche in campo internazionale, dove il percorso finora non ha rispettato le aspettative.
La squadra di Ruben Amorim è attesa da una partita importante a San Siro contro gli ungheresi, ancora imbattuti nel proprio campionato e a punteggio pieno in Europa League. Alla vigilia della sfida, il tecnico portoghese interviene in conferenza stampa per presentare la gara, parlare delle possibili rotazioni e aggiornare sulle condizioni dei giocatori.
Di seguito tutte le dichiarazioni di Ruben Amorim, con aggiornamenti in diretta.
CONFERENZA STAMPA AMORIM: IL LIVE
14:01 – Comincia la conferenza stampa di mister Ruben Amorim.
Bene il derby, ma ora è alle spalle. Al Milan serve continuità:
“Questo è l’obiettivo. La partita con l’Inter è passata e bisogna pensare all’Europa League. Siamo stati molto continui durante il derby, invece ci sono state partite in cui non lo siamo stati. Poco importa chi giochi o le rotazioni: vogliamo fare risultato per andare in fondo alla competizione”.
Ci sarà turnover domani?
“Prima di tutto la partita più importante è la prossima. Ma bisogna riconoscere il fatto che bisogna stare attenti con alcuni giocatori, non possiamo permetterci infortuni per le partite a venire. Quando non vuoi far riposare qualcuno possono arrivare problemi di un mese, un mese e mezzo. Domani è importante, bisogna ruotare e tutti i calciatori sono pronti. L’avversario è importante, ha 9 punti e non ha ancora perso una partita nel suo campionato. Ma i giocatori sono pronti e vogliamo vincere”.
Come mai questa differenza tra Serie A ed Europa League?
“Credo che a volte sia difficile da spiegare. Può essere per le rotazioni, a volte bisogna fare scelte che possono cambiare il nostro modo di giocare. Però poi vedi che contro il Benfica abbiamo avuto difficoltà quando loro hanno creato… Poi col Salisburgo abbiamo vinto molto bene. Poi col Bournemouth abbiamo avuto un’espulsione e due rigori contro: ma ovviamente è stata colpa nostra quella situazione. Non sono soddisfatto né in Europa League e né in Serie A, possiamo fare meglio. Abbiamo avuto qualche difficoltà in Europa ma penso che domani possiamo fare meglio e vincere”.
Che squadra è il Ferencvaros?
“È una squadra abituata a vincere, indipendentemente dal contesto. Questo ti dà grande fiducia in ogni partita e permette ai giocatori di sentirsi a proprio agio. Stanno facendo molto bene in campionato e giocano con il 4-2-3-1, hanno un’identità forte. A centrocampo c’è Nagy, che è molto bravo in fase di costruzione. Sono una squadra che si sente a proprio agio e arriverà a San Siro senza nulla da perdere. La responsabilità, però, è nostra: dobbiamo giocare bene e rimanere concentrati. Ho detto ai calciatori che contro l’Inter siamo stati bravi perché siamo rimasti umili e attenti ai dettagli. Contro il Ferencvaros dovremo fare la stessa cosa, perché affrontiamo una squadra molto forte”
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“Senza alcun dubbio. Siamo capaci di vincere ogni partita e di perdere ogni partita. Dipende dal nostro approccio, indipendentemente dall’avversario. Tutti conoscono tutti e ogni calciatore ha gli strumenti per capire, così come gli allenatori hanno quelli per preparare tutto al meglio. Possiamo vincere e perdere contro chiunque: dipende solo da noi. A volte, però, serve anche un pizzico di fortuna”.
Il suo Milan ha già una chiara identità? Siamo lontani?
“Mi chiedete spesso quando arriveremo al top. Non raggiungeremo mai il massimo, anche se dovessimo vincere tutte le partite. Bisogna migliorarci sempre. Abbiamo già un’identità: vogliamo dominare le partite. A volte riusciamo a farlo, altre volte no. In alcune occasioni cambiamo modulo e fase difensiva senza che quasi ce ne si accorga. La nostra identità è quella di essere propositivi. Ci manca ancora la capacità di portare gli avversari nella loro area per creare più occasioni. Stiamo però giocando meglio e gestiamo anche meglio alcuni momenti della partita. C’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto negli ultimi 30 metri: devo aiutare i miei calciatori a migliorare”.
Sull’ottima fase difensiva con l’Inter:
“L’Inter fa parte del passato. Possiamo dimostrare anche domani di essere capaci di difendere meglio. Ci siamo difesi, ma con la palla: questo ci ha permesso di ragionare meglio. I dettagli sono importanti: un metro è un metro. Siamo stati migliori rispetto alla partita con il Bologna e molto aggressivi sulle fasce. Koni è stato eccezionale, ma se arriva un cross su Thuram diventa molto difficile difendere. Per questo siamo stati più aggressivi senza palla, per evitare i cross. Dovremo fare la stessa cosa domani: loro sono abituati a vincere le partite. Quando una squadra vince sempre, c’è un motivo e noi dobbiamo essere pronti”.
Su Diawara:
“Dobbiamo dargli i suoi meriti, sta lavorando molto bene. Ha trascorso un periodo senza giocare ed era un po’ frustrato, ma ha continuato ad allenarsi sempre molto bene. Penso che possa ricoprire questo ruolo sulla fascia. Una volta abbiamo giocato con Moreira in quella posizione, mentre contro l’Inter c’era Diawara: stesso ruolo, ma interpretazione diversa. Durante la sosta, nella partita contro il Padova, lo abbiamo provato da terzino sinistro e ha mostrato segnali importanti. È veloce, è forte e sta facendo bene. Ha il potenziale per crescere molto.
Contro l’Inter sapevamo quanto potessero essere pericolosi i cross, soprattutto dalla catena di sinistra. Dimarco non ha giocato, ma l’idea tattica restava la stessa. Difendere sui traversoni con Koni e Pavlovic si è rivelata una buona intuizione. Hanno quasi segnato su un cross di Calhanoglu, ma credo che Diawara stia facendo davvero benissimo. Ha ampi margini di crescita e chissà, magari domani partirà titolare”.
Qual è il vostro punto di forza?
“La nostra forza è proprio quella di cui parlavo prima: la capacità di vincere le partite. Questa è la nostra identità. Metto sempre al primo posto il collettivo, non il singolo, anche se abbiamo ottime individualità.
La punta del Ferencvaros è fortissima negli spazi: può giocare sia da esterno sia da attaccante e credo che contro di noi sarà impiegata da centravanti. Nagy è un elemento importante perché capisce il gioco: sa esattamente quando abbassarsi e quando invece restare alto. Mi piacciono molto i calciatori con queste caratteristiche. A questo si aggiunge la qualità del terzino sinistro, che è destro di piede e sa accentrarsi. Sono tutti piccoli dettagli che definiscono un’identità che apprezzo molto. Dovremo essere pronti a recepire tutte queste informazioni per preparare e vincere la partita. Ripeto: abbiamo tre punti in questa competizione e domani dobbiamo assolutamente vincere”.
È stato il più bel secondo tempo di tutto il campionato, quello con l’Inter. Ho visto un atteggiamento da grande squadra: autorevole, sicuro, senza rischiare. Si deve ripartire dal secondo tempo?
“Penso che sia un buon punto di vista, ma non si può separare il secondo tempo dal primo: sono collegati. Nel primo tempo siamo andati in vantaggio e poi abbiamo controllato la partita in quel modo nella ripresa. Siamo migliorati nella comprensione del gioco e siamo stati completi in tutti i reparti. Forse ci è mancato riuscire a mettere qualche giocatore alle spalle della linea di centrocampo dell’Inter: abbiamo gestito bene il possesso, ma possiamo fare ancora meglio.
Si tratta comunque di una sola partita. Pensare soltanto al derby sarebbe una mentalità da piccola squadra: tutte le partite sono importanti per noi. Domani capirò meglio la mia squadra rispetto a quanto ho potuto fare nel derby. Non mi importa più della partita con l’Inter. È stato bello vincere? Sì, ma sono ancora arrabbiato per la partita con il Bologna. Domani dovremo essere forti per vincere”.
Il Derby ha mostrato una parte di Cardinale emozionale… Quando vedremo anche lei così?
“Quando vinceremo lo Scudetto o un titolo importante, magari sarò emozionato. Fino a quel momento sarà soltanto un altro giorno. Durante la partita, però, non mi aspettavo di provare quelle sensazioni, e credo che nemmeno Cardinale se lo aspettasse. Ha rilasciato un’intervista importante, nella quale ha detto di sostenere il mister. Allo stadio si è creato un bellissimo feeling, si è goduto il momento e si è emozionato. Lui è americano, ma quando passi del tempo qui diventi un po’ italiano. Io, comunque, non sarò emozionato finché non vincerò qualcosa. E quando vincerò qualcosa penserò già al prossimo Scudetto. Dubito che mi vedrete emozionato”.

