L’eliminazione brucia: Milan fuori dalla Champions League
La delusione è enorme in casa rossonera. Il Milan non va oltre l’1-1 contro il Feyenoord e dice addio alla Champions League. Dopo la sconfitta dell’andata a Rotterdam, serviva una vittoria a San Siro, ma il rosso a Theo Hernández ha complicato tutto. Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor del club, ha parlato ai microfoni di Sky Sport 24, analizzando il ko con la sua solita schiettezza.
Ibrahimovic: “Mancata maturità, ci siamo ammazzati da soli”
L’ex attaccante svedese non cerca scuse: “Siamo delusi e arrabbiati. È mancata maturità: sul 1-0 bisogna gestire meglio la partita. L’arbitro è stato duro con Theo, in una gara così si può dare almeno un avvertimento prima del secondo giallo. Ma ormai è andata, dobbiamo soffrire stanotte e prepararci subito per il campionato.”
L’eliminazione pesa perché i rossoneri, secondo Ibrahimovic, potevano fare molto di più nei 180 minuti: “Si poteva chiudere prima. Oggi con un po’ di fortuna avremmo fatto il 2-0, poi la partita è cambiata. Ma la realtà è che ci siamo ammazzati da soli. Non siamo arrabbiati con l’arbitro o con Theo, ma con noi stessi.”
Ibrahimovic su Theo: “Non fa l’attore, gioca il suo gioco”
Il doppio giallo di Theo Hernández ha acceso il dibattito, ma Zlatan lo difende: “Theo non fa l’attore, gioca il suo gioco e prova a dare il massimo. Non credo cerchi volontariamente queste situazioni, gli episodi possono capitare.”
Sulle tante espulsioni che stanno condizionando il Milan, Ibra è pragmatico: “Sono cose che succedono, dobbiamo essere più concentrati e sereni in campo. A volte gli episodi girano contro di noi, ma non possiamo farci nulla.”
Milan in difficoltà: cosa resta da salvare?
L’uscita dalla Champions si aggiunge a una stagione fin qui piena di alti e bassi. Ibrahimovic non nasconde la delusione: “La Champions era un obiettivo. A inizio anno puntavamo anche al campionato. La Supercoppa l’abbiamo vinta, manca la Coppa Italia. La storia del Milan impone di puntare sempre ai trofei.”
Il mercato invernale ha provato a migliorare la squadra, ma senza garanzie immediate: “A gennaio sono stati fatti interventi per migliorare, ma non sempre tutto va come previsto. Voglio vedere un Milan dominante, come lo era un tempo.”
“Questo Milan è più forte di quello dello scudetto”
Infine, Ibrahimovic spegne le critiche su uno smantellamento della squadra campione d’Italia 2021/22: “Io ho smesso, ho 42 anni… Ma questa squadra è più forte di quella con cui abbiamo vinto lo scudetto. Ha più qualità, più possibilità di vincere. Ora dobbiamo dimostrarlo.”
Il messaggio è chiaro: nonostante l’amarezza, il Milan deve ripartire subito. Il campionato e la Coppa Italia sono ancora lì, e il DNA vincente rossonero non può permettersi di mollare.
