Analisi Napoli-Milan 2-0: De Winter e Nkunku bocciati, Allegri furioso
Il crollo della spina dorsale: De Winter travolto, Nkunku svanito. Il Milan “senza Modric” è un corpo senz’anima
La notte di Riad non ha solo emesso un verdetto sportivo, ma ha scoperchiato un vaso di Pandora che Allegri e la società non potranno più ignorare. Lo 0-2 subito dal Napoli di Conte è la cronaca di un fallimento annunciato, figlio di una squadra che, privata della sua spina dorsale, si è sciolta come neve al sole del deserto. Senza il regista, senza il centrale e, soprattutto, senza un centravanti.
Il delitto del mercato: l’abisso tra Højlund e Nkunku
Il confronto tra i due attacchi è stato impietoso, quasi crudele. Rasmus Højlund è sembrato un veterano di trent’anni: ha portato a spasso la difesa rossonera, imponendo un gol e un assist con la ferocia di chi il “9” lo ha tatuato nel DNA. Quell’Højlund che è stato un obiettivo fallito dal Diavolo, oggi è il rimpianto più grande.
Al suo confronto, Christopher Nkunku si è rimpicciolito fino a sparire. Il francese ha esasperato i suoi limiti di tecnica e personalità in questo contesto: un equivoco tattico da 60 milioni che non offre mai profondità. Può bastare il trentadueenne Füllkrug, protagonista di una stagione finora opaca, a rivoluzionare questo scenario desolante? La risposta appare tristemente ovvia.
Difesa e Regia: l’azzardo di Allegri
Inutile girarci intorno: non aver portato a casa un difensore centrale e un centravanti già formati è stato un delitto.
- Il disastro De Winter: L’infortunio di Gabbia ha precettato un De Winter disastroso. Ha talento, certo, ma non è pronto per fare il titolare del Milan. Højlund lo ha bullizzato fisicamente e tecnicamente per tutta la partita, costringendo Allegri a una sostituzione che sa di bocciatura definitiva.
- L’ombra di Modric: Il riposo concesso al “vecchio” Luka ha consegnato le chiavi a Jashari, apparso subito spaventato dalla responsabilità. Il Milan oggi non prescinde mai da Modric, ma a 40 anni il croato avrà bisogno di riposare sempre più spesso. Chi gestirà la barca quando il faro sarà spento?
Nervi tesi e traguardi falliti
Il nervosismo finale di Massimiliano Allegri, culminato in una lite a distanza con Lele Oriali, nasce dalla consapevolezza dei problemi che lo aspettano. Il Milan ha bruciato il secondo traguardo stagionale su tre dopo l’uscita dalla Coppa Italia. Per la prima volta in stagione, un Milan senza italiani e senza anima ha sgomberato il trono da detentore.
Conte ha ritrovato il suo Napoli feroce e spietato; il Milan ha ritrovato solo i propri limiti. Ora tutte le energie sul campionato, ma con una consapevolezza amara: senza un difensore di esperienza (i vari Christensen o Thiago Silva non sono più suggerimenti, sono necessità) e senza un “9” vero, il rischio è che questo Natale sia solo l’inizio di un lungo inverno.
Analisi Napoli-Milan 2-0: De Winter e Nkunku bocciati, Allegri furioso
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