Non ora. Non così.
Io non giudico gli uomini. Ma giudico i momenti.E l’intervista di Zvonimir Boban, uscita proprio in questi giorni, è stata sbagliata nel momento, nel tono, nel tempismo.Perché mentre il Milan si prepara a giocarsi una finale, tu non puoi seminare polemica. Non lo fai per rispetto. Lo fai per lucidità.Certe cose si dicono dopo, non durante.
Boban? Sì, luci e ombre.
Onore a chi ha avuto intuizioni — Dani Olmo su tutti.Ma non dimentichiamoci di Giampaolo, il “maestro” che non ha mai preso in mano il Milan.Ecco, oggi ci sarebbe bisogno di silenzio, non di rivendicazioni personali.C’è una finale da vivere. C’è un popolo che aspetta di tornare a vincere.Non è tempo di conti in sospeso. È tempo di orgoglio rossonero.
Lasciateci sognare, almeno per questa settimana.
Questo Milan ha sofferto. Ha sbagliato. Ha deluso. Ma ora ha una possibilità.Una finale. Una coppa. Un trofeo.E noi tifosi, quelli veri, abbiamo il diritto di vivercela fino in fondo, senza le ombre di chi oggi esce dai tombini per un titolo sui giornali.
Maldini, il futuro e chi ora è sparito.
Sì, sogniamo. Sogniamo gli arabi e il ritorno di Paolo Maldini, l’unico che ci ha messo la faccia, sempre. E intanto, guardo quelli che fino a ieri leccavano la società e oggi sono spariti. Forse gli accrediti non arrivano più, forse hanno capito che RedBird è al capolinea. Il Milan vero non ha bisogno di cortigiani. Ha bisogno di chi ama i colori anche quando bruciano.
Conclusione
Io credo ancora nel Milan. Quello vero. Questa società non mi rappresenta. Non parla. Non costruisce.Ma io credo in quello che verrà.In un Milan forte, guidato da chi ha vissuto la maglia. In un Milan di orgoglio, identità, passione.Ora però, pensiamo al 14 maggio. Lasciateci questa settimana. Lasciateci il sogno.

