Calciomercato Milan, ecco come cambia la rosa di Massimiliano Allegri tra acquisti e cessioni. La sessione estiva di calciomercato Milan 2025 si è conclusa come una delle più frenetiche e rivoluzionarie degli ultimi anni, segnando un cambio radicale nell’organigramma tecnico con l’arrivo del nuovo direttore sportivo Igli Tare e dell’allenatore Massimiliano Allegri. In totale, sono state concluse 10 operazioni in entrata e ben 30 in uscita tra cessioni definitive, prestiti e mancati riscatti. Il club ha generato plusvalenze importanti grazie a una politica di cessioni aggressiva, dando vita a un massiccio ricambio dell’organico. Il bilancio finale del Milan racconta un mercato in cui sono stati investiti circa 165 milioni di euro per l’acquisto di giocatori, escludendo eventuali bonus, e incassati circa 169 milioni di euro dalle operazioni in uscita. Questo equilibrio tra entrate e uscite evidenzia una gestione sostenibile, volta a rafforzare la rosa senza compromettere la solidità finanziaria. Si tratta di una strategia ben definita: costruire un progetto tecnico più competitivo, con un’età media ridotta e profili più funzionali al gioco di Allegri. Il risultato finale è un Milan profondamente rinnovato, più giovane, ma con alcune lacune strutturali che potrebbero influire sull’andamento della stagione.
Attacco, nuove sfide e potenziale
Nel reparto offensivo, il Milan ha cercato a lungo un attaccante con le caratteristiche di Olivier Giroud: fisico, presenza in area e capacità di giocare spalle alla porta. Tuttavia, questo profilo non è arrivato. In compenso, il club ha puntato forte su Nkunku, investendo circa 40 milioni di euro. Il talento francese è indubbiamente un giocatore di alto livello, ma arriva da due stagioni condizionate da infortuni e, soprattutto, non è una vera punta centrale. Attualmente il reparto offensivo è composto da calciatori di qualità come Pulisic, Leão, Nkunku e Giménez, ma l’assortimento appare squilibrato. Manca il centravanti classico, quello da area di rigore, fondamentale per il gioco richiesto da Allegri. Nonostante la buona tecnica individuale e la pericolosità in campo aperto, il Milan rischia di soffrire nelle partite in cui serve maggiore peso in attacco. L’assenza di un vero numero nove limita la varietà delle soluzioni offensive, e potrebbe rivelarsi un fattore determinante nella seconda parte della stagione. La dirigenza ha comunque lasciato intendere che si valuteranno nuove opportunità a gennaio.
Centrocampo rinforzato e linee centrali di valore
Il vero punto di forza del mercato estivo del Milan è stato il centrocampo, completamente ridisegnato e rinforzato in ogni sua componente. Gli arrivi di Modrić e Rabiot garantiscono esperienza internazionale, qualità e leadership: due profili di altissimo livello che alzano immediatamente il tasso tecnico della squadra. Accanto a loro, i giovani Jashari e Ricci rappresentano un investimento per il futuro, mentre Loftus-Cheek e Fofana aggiungono fisicità e dinamismo. Il jolly Saelemaekers, con la sua duttilità, completa un reparto che adesso appare profondo e ben assortito. Il centrocampo del Milan 2025/26 è in grado di affrontare sia partite ad alta intensità sia sfide di gestione tecnica. Tuttavia, l’ampiezza e la qualità di questa zona del campo sembrano essere state ottenute a scapito di altri reparti, in particolare la difesa. La concentrazione di risorse e attenzione sul centrocampo ha lasciato scoperte alcune aree della rosa, in particolare i terzini e la linea difensiva centrale. Una scelta di mercato comprensibile ma che, alla lunga, potrebbe creare squilibri nella gestione delle partite più complesse, soprattutto in Champions League e contro squadre più organizzate.
Criticità difensive e prospettive future
Se a centrocampo il Milan si è mosso con decisione, sul fronte difensivo restano diverse incognite. La dirigenza ha scelto di non intervenire in maniera significativa in difesa, lasciando di fatto scoperti ruoli chiave sia centrali che laterali. Con l’addio di giocatori importanti e il mancato riscatto di alcuni prestiti, la rosa appare oggi sbilanciata: abbondanza in mezzo al campo, ma carenze evidenti in retroguardia. Allegri ha già fatto capire che dovrà lavorare molto sull’organizzazione difensiva per compensare queste mancanze, ma la sensazione è che un rinforzo esperto fosse necessario già in estate. Anche sulle fasce mancano alternative di livello, e in caso di infortuni o squalifiche le opzioni sono limitate. Guardando al futuro, è probabile che la società intervenga nel mercato invernale per colmare le lacune strutturali, magari con operazioni intelligenti come prestiti con diritto o obbligo di riscatto. Il progetto Milan 2025-26 resta ambizioso, ma richiede ancora alcuni aggiustamenti per poter competere ad alti livelli su più fronti. Il lavoro di Tare e Furlani è stato coraggioso e innovativo, ma ora la parola passa al campo, dove sarà necessario trovare equilibrio e continuità di risultati per dare valore agli investimenti fatti. Calciomercato Milan, ecco come cambia la rosa di Massimiliano Allegri tra acquisti e cessioni.
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