Coppa Italia, il Milan passa agli ottavi con 3-0 al Lecce: l’analisi. Il Milan travolge il Lecce per 3-0 e si qualifica agli ottavi di Coppa Italia con una prestazione dominante, in una serata che regala fiducia e segnali importanti a pochi giorni dal doppio confronto con Napoli e Juventus. La squadra di Allegri, ancora squalificato e in tribuna, mostra una mentalità sempre più matura e una forza collettiva in crescita. A dicembre sarà sfida alla Lazio all’Olimpico, ma intanto i rossoneri si godono un match in cui il Lecce ha fatto da semplice sparring partner. Espulso Siebert dopo appena 18 minuti, il match è diventato presto a senso unico. Nonostante l’uomo in più, il Milan avrebbe comunque imposto il proprio gioco: quattro palle gol nei primi nove minuti dimostrano che la partita era indirizzata sin da subito. La squadra mostra spirito, pressing alto e un’organizzazione sempre più evidente. La rivoluzione di Allegri comincia a prendere forma, con inserimenti mirati e soluzioni offensive variegate.
Gimenez si sblocca, Nkunku segna al debutto da titolare
Tra le buone notizie più attese c’è finalmente il gol di Gimenez, arrivato con un tocco sotto porta dopo il cross basso perfetto di Bartesaghi. Una liberazione per il messicano, che si scrolla di dosso un digiuno che durava da inizio stagione. Ma è Christopher Nkunku a rubare la scena nel secondo tempo: alla prima da titolare, il francese segna una splendida rete in mezza rovesciata e fa impazzire il Meazza. A completare la festa ci pensa Pulisic, sempre più bomber d’area, che firma il terzo gol e chiude definitivamente i conti. Allegri cambia cinque titolari rispetto alla sfida di Udine e mostra rotazioni studiate: in campo Ricci al posto di Modric, Loftus-Cheek a far coppia in mediana, De Winter al debutto da titolare in difesa, e Bartesaghi confermato sulla sinistra. Ottima anche la prestazione di Saelemaekers, lucido e propositivo. Il Milan diverte, crea tanto e finalmente concretizza una parte delle tante occasioni costruite.
Milan formato “clean sheet”: quinta partita senza subire gol
Un altro segnale forte arriva dalla tenuta difensiva. Per la quarta gara consecutiva (e quinta su sei stagionali), il Milan chiude senza subire gol: merito di un reparto solido, ben protetto da un centrocampo aggressivo e ordinato. Il Lecce, rimasto in dieci, non ha mai realmente impensierito Maignan, preferito in extremis dopo il provino del mattino. In avanti Camarda è rimasto isolato, senza rifornimenti, completamente annullato dal pressing milanista. I rossoneri hanno soffocato ogni tentativo di ripartenza giallorossa, aggredendo il portatore di palla già nei primi 30 metri. Come con Udinese e Bologna, il Milan ha dimostrato di saper attaccare in molti modi: sulle fasce con cross precisi, come quelli di Bartesaghi e Saelemaekers, ma anche centralmente grazie agli inserimenti di Rabiot, Loftus-Cheek e lo stesso Nkunku. Un calcio propositivo, fluido, che non si basa su un singolo ma sulla collaborazione tra reparti. Il clean sheet, ancora una volta, è lo specchio della solidità ritrovata.
Occasioni in serie: solo la mira ferma i rossoneri
Il 3-0 finale sta addirittura stretto al Milan, che ha colpito due pali (Nkunku e Loftus-Cheek), una traversa (Rabiot) e costretto il portiere del Lecce a interventi miracolosi. Nei primi 20 minuti si è assistito a un vero e proprio assalto, con almeno cinque occasioni nitide da gol. Il gioco fluido, il pressing alto e la mobilità degli attaccanti hanno creato scompiglio continuo nella difesa leccese. Anche Pavlovic, entrato a gara in corso, ha sfiorato il gol su punizione con una parabola perfetta sventata dal portiere. Il Milan produce, attacca, rischia poco e mostra una condizione atletica eccellente. Allegri può ritenersi soddisfatto, anche se dovrà migliorare il rapporto tra occasioni create e reti segnate. Il margine per chiudere prima certe partite esiste. L’aspetto più incoraggiante? La fame. Ogni giocatore cerca il gol, ogni azione è portata avanti con convinzione. La squadra sembra consapevole della propria crescita, e i numeri lo confermano. Coppa Italia, il Milan passa agli ottavi con 3-0 al Lecce: l’analisi.
Napoli e Juve: il Milan arriva carico e consapevole
Con questa vittoria, il Milan si prepara a vivere una settimana da brividi: prima il Napoli in campionato, poi la Juventus. Due sfide fondamentali per capire le reali ambizioni di una squadra che ora sembra avere identità, gioco e morale alle stelle. L’equilibrio tra giovani e senatori sta funzionando, e il turnover applicato da Allegri dà i suoi frutti. I nuovi innesti cominciano a incidere, i giovani rispondono presente, e i big danno continuità. La Coppa Italia non è più una semplice vetrina per le seconde linee, ma un banco di prova concreto dove misurare la profondità della rosa. Il ritorno al gol di Gimenez, la brillantezza di Nkunku, la continuità di Pulisic e la tenuta del reparto arretrato sono tasselli importanti. Ora si alza il livello: Napoli e Juve sono ostacoli veri, ma il Milan visto contro il Lecce ha tutte le carte in regola per affrontarli a viso aperto. La squadra è viva. E lo sa. Coppa Italia, il Milan passa agli ottavi con 3-0 al Lecce: l’analisi.
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