ESCLUSIVA MI GAETANO DE SANTIS – Il Milan scende in campo questa sera per il recupero di campionato contro il Como 1907, una sfida importante per la classifica e per ritrovare continuità di risultati. In vista del match abbiamo fatto il punto della situazione insieme al collega di MilanistiChannel e presidente del Milan Club Fondi “Franco Baresi” Gaetano De Santis, con cui abbiamo analizzato il momento dei rossoneri, le possibili scelte di formazione e le insidie della gara. Di seguito le sue considerazioni sulla partita di questa sera e sullo stato attuale del Milan.
Sulla criticità della sfida di questa sera: “Si potrebbe riassumere tutto con la solita contrapposizione tra giochisti e risultatisti, ma sarebbe una lettura scontata e riduttiva. Il Como è un’ottima squadra, guidata da un allenatore di grande valore e con prospettive future molto interessanti. Mi aspetto una partita aperta, che per certi versi potrebbe ricordare Como-Milan del mese scorso. Vedo alcune similitudini anche con Bologna-Milan del 3 febbraio. Naturalmente, l’auspicio è che l’epilogo sia lo stesso delle due partite appena citate”.
Sull’assenza di Rabiot: “L’assenza di Adrien Rabiot peserà molto, sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo caratteriale. Come già accaduto a novembre contro Pisa e Parma, la sua mancanza si farà sentire. Tuttavia, sono convinto che rispetto a quel periodo il Milan abbia compiuto un ulteriore passo avanti in termini di consapevolezza e maturità, tale da poter sopperire anche ad assenze sporadiche di uomini chiave. D’altronde è quanto accaduto spesso, nell’ultimo periodo, con Rafael Leao e Christian Pulisic.”
Sul peso dell’assanza di Leao e Pulisic che fin qui hanno giocato poco: “Sì, ricollegandomi a quanto detto prima, il Milan sta convivendo con una situazione inedita rispetto al passato recente: l’assenza, ripetuta e quasi cronica in questo periodo, di Leao e Pulisic. È inevitabile che la loro mancanza o una condizione non ottimale in alcune partite abbiano inciso sugli equilibri e sulla continuità della squadra. La speranza è nelle parole di Allegri in conferenza stampa, quando ha sottolineato come i due totem offensivi del Milan saranno determinanti nello sprint finale del campionato”
Sul puntare alla Champions: “Il Milan non deve mai accontentarsi: lo impongono la storia del club e lo spirito sportivo che da sempre accompagnano i rossoneri. Allo stesso tempo, però, guardare troppo in alto non deve trasformarsi in un’ossessione. Deve restare un’opportunità da cogliere qualora si presentassero scivoloni inattesi da parte delle dirette concorrenti: eventualità non pronosticabili, ma nemmeno impossibili”
Sulla crescita di De Winter, Bartesaghi e Athekame: “Su De Winter non avevo dubbi fin dall’inizio, chiunque segua il calcio avrà notato le sue qualità già ai tempi del Genoa. È un giovane, sì, ma con esperienza alle spalle. Su Bartesaghi posso dire una cosa: la cessione di Theo Hernandez, dolorosissima per me come per ogni tifoso del Milan, ci ha permesso di scoprire definitivamente quello che speriamo possa diventare un pilastro della difesa per i prossimi 15 anni.
Su Athekame, sinceramente all’inizio ero molto scettico, ma le ultime prestazioni hanno mostrato una crescita rapida e difficile da prevedere appena un mese fa. Ora sta a lui non fermarsi e per fortuna sembra non avere intenzione di farlo”
Sul calendario: “Il Milan ha l’obbligo morale di arrivare al derby con tre vittorie. Questo non va confuso con mancanza di umiltà: semplicemente, la squadra non può non puntare al bottino pieno prima della stracittadina, così da non avere alcun rimpianto. Detto questo, i derby sono, per antonomasia, le partite meno prevedibili in assoluto, quindi alla fine sarà quel che sarà. Ripeto: l’importante è arrivare al match senza rimpianti e per farlo bisogna fare 9 punti”
Sul possibile nuovo numero 9 del Milan: “Con me su Vlahovic si apre una porta spalancata, anzi direi proprio un portone. È un giocatore ancora giovane, parliamo di un classe 2000 con oltre 100 gol, di cui 90 in Serie A e 9 in 20 partite di Champions League. Dunque cosa dire: sì, se dovessi scegliere io, non avrei dubbi su chi puntare per completare il reparto offensivo del Milan. Per quanto riguarda Lewandowski, un suo eventuale arrivo potrebbe ricordare quello del “secondo Ibrahimovic” rossonero, per età e status. Ma sappiamo tutti che di Zlatan ne esiste uno solo. Con questo non voglio assolutamente sminuire Lewandowski: sarei felicissimo di un suo arrivo. Tuttavia, se potessi scegliere, punterei sul più futuribile Vlahovic rispetto alla grandissima leggenda Lewandowski”

