Milan Bianchin- Luca Bianchin, noto giornalista, si è espresso in esclusiva rilasciando un’intervista riguardo alla situazione attuale del Milan. Nel corso dell’intervento ha analizzato i temi principali del momento rossonero: dagli investimenti di mercato alla guida tecnica di Amorim, fino alle prospettive dell’organigramma societario.
Gli investimenti e la strategia di mercato
“La diversificazione degli investimenti – per capirci, cinque giocatori da 20 milioni ciascuno, invece di due giocatori da 50 – è tipica di squadre che fanno player trading. E il Milan, dopo le difficoltà degli ultimi anni, non è club che possa puntare sul player trading. A inizio estate, avrei scelto anche io due rinforzi di prima fascia, mirati, a costo di spendere molto. Si può semmai discutere se 74 milioni per Ramos siano troppi, considerato che tutti gli uomini di calcio stimavano fosse necessaria una cifra nettamente inferiore. Diamogli tempo, il futuro darà una risposta”.
L’impatto e le idee del nuovo allenatore Amorim
“Amorim è cresciuto nel negozio di ferramenta di papà, non c’è bisogno che qualcuno gli spieghi come aggiustare le cose. Non per caso, ha espresso un concetto corretto: sa di dover comprare tempo vincendo qualche partita. Fuori metafora, vincere per convincere i critici a non esagerare con le accuse e aspettare il suo lavoro sul campo. Il Milan ovviamente sapeva di aver scelto un allenatore molto diverso da Allegri, quasi opposto: offensivo, amante del possesso, della pressione e dell’alta intensità, più sincero che diplomatico nelle dichiarazioni. La volontà di aspettarlo c’è ed è giusto che ci sia, poi sappiamo come va il calcio, è un vortice: a volte in 7-10 giorni accadono tali e tante cose da ribaltare il tavolo.
Il futuro societario e la figura dell’Head of Football
“Più che quello che penso io, conta sapere quello che pensa il Milan. Cardinale ha scelto di non inserire un direttore sportivo subito con lo scopo di rompere la tipica catena di comando italiana, che vede l’allenatore nominato da un d.s. e, quindi, da lui dipendente. Cardinale ha voluto un rapporto diretto con l’allenatore per non farlo sentire eternamente sotto giudizio di una figura intermedia. Con coerenza, gli ha dato potere anche sul mercato. Il prossimo passo, secondo me, sarà scegliere un Head of Football non italiano, che si inserisca in una struttura esistente e partecipi alle decisioni, non le prenda in autonomia. Cardinale si staccherà un po’ dal Milan, che ha assorbito una grande parte del suo tempo, ma continuerà a prendere le decisioni”
LEGGI ANCHE: Condizioni Pavlović: infortunio con la Nazionale, ma il difensore parte per la Germania

