Giuseppe Marotta è stato alla presentazione del libro di Stefano Boldrini. Lì ha toccato vari temi della nostra Serie A
A margine della presentazione del libro “Il calcio del futuro, tra intelligenza artificiale e azioni ecosostenibili” di Stefano Boldrini, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta ha commentato con la consueta lucidità l’arrivo in Serie A di Luka Modric. Il fuoriclasse croato, approdato in Italia a 40 anni, continua a dettare legge sui campi del nostro campionato, suscitando ammirazione e riflessioni sullo stato del calcio nazionale. “Preoccupante no, io vedo in Modric uno spot positivo per il calcio italiano. I nostri figli e nipoti si innamorano vedendo un giocatore del genere, magari vogliono ripetere le sue gesta in allenamento”, ha affermato Marotta, sottolineando il valore ispirazionale di un campione senza età.
Il numero uno nerazzurro ha però allargato il discorso, evidenziando il momento di transizione che vive la Serie A. “La china del nostro calcio è in discesa, oggi il nostro campionato è di transizione, non è più l’Eldorado degli anni 2000, quando avevamo il miglior ranking ed eravamo molto competitivi. I club compravano i campioni giovani e li tenevano fino a fine carriera. Oggi arrivano nella fase calante. Il Real Madrid ha preso Mastantuono a 60 milioni di euro, le italiane se prendono un 2004, un 2005 o un 2006 spendono 30-35 milioni al massimo. Il mercato di acquisizione è molto limitante”, ha spiegato. Parole che fotografano con chiarezza la distanza economica e strutturale tra i top club europei e le società italiane.
Giuseppe Marotta sul calcio italiano: “Ormai è una transizione e non più un Eldorado”
Marotta ha poi toccato un altro tasto dolente: la dipendenza dalle plusvalenze per mantenere la stabilità dei bilanci. “Nel 2000 era raro vedere i club che vendevano i giocatori, oggi senza ricorrere alle plusvalenze non saremmo in grado di presentare un bilancio adeguato. È la grande differenza ed è dovuta al fatto che i loro diritti tv all’estero sono stati venduti a 10 volte quanto li abbiamo venduti noi”. Un’analisi lucida, che pone l’accento su uno dei nodi centrali della crisi del calcio italiano: la disparità nei ricavi e la difficoltà di competere a livello internazionale, anche in termini di sostenibilità economica.
Giuseppe Marotta sul calcio italiano: “Luka Modric spot positivo. Serie A? Secondo me…”
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