Ariedo Braida racconta il Milan: il sogno dei campioni, il legame con Berlusconi e le emozioni in rossonero.
Ariedo Braida, storico dirigente rossonero e protagonista dell’epopea vincente del Milan targato Berlusconi, è tornato a parlare del club e dei suoi ricordi con i colori rossoneri. Intervistato da tuttomercatoweb.com, l’ex direttore generale ha condiviso riflessioni profonde sia sul presente che sul passato, sottolineando quanto sia cambiato il calcio e ricordando l’approccio visionario dell’ex presidente.
Sul paragone con un talento come Lamine Yamal, Braida ha spiegato: “Con Berlusconi? Amava i campioni, i grandi giocatori, quelli che avevano il talento calcistico e la magia nei piedi. Una volta disse che saremmo dovuti diventare la squadra più forte del mondo, anche più forti dell’invidia, dell’ingiustizia e della sfortuna. Per farlo dovevamo avere a che fare con i campioni. E purtroppo oggi ce ne sono sempre meno”.
Braida e il ricordo di Berlusconi
Un ricordo speciale è andato inevitabilmente all’ex presidente rossonero: “Quanto mi manca Berlusconi? Tantissimo, era unico, inimitabile, inarrivabile. Con lui serve sempre usare il superlativo. Ci sono persone che restano leggenda: lui era uno di quei campioni rari, impossibili da descrivere fino in fondo”.
Infine, un passaggio sui momenti vissuti in rossonero: “Non c’è stato un solo momento bello, ce ne sono stati tantissimi. Forse il più brutto, invece, è stato dopo la sconfitta con il Liverpool: persi la parola per una settimana, non mi andrà mai giù. Ma alla fine non ho rimpianti: anche le cose negative fanno parte della vita”.
Con queste parole, Braida ha ribadito ancora una volta quanto il Milan di Berlusconi sia stato una realtà unica e irripetibile, capace di unire campioni, visione e successi che resteranno scolpiti nella storia del calcio.
Le parole di Ariedo Braida: “Berlusconi voleva sempre i grandi campioni”
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