Nel calcio moderno si tende spesso a concentrare tutta l’attenzione sugli allenatori e sui calciatori. Sono loro a finire sulle copertine, a essere giudicati ogni settimana e a rappresentare il volto più visibile di un progetto sportivo. Eppure, negli ultimi anni, il Milan ha dimostrato come le sorti di una squadra possano dipendere in maniera decisiva anche da ciò che accade lontano dal campo. Per questo motivo l’arrivo di Markus Krosche come nuovo Head of Football rappresenterà probabilmente una delle decisioni più importanti dell’estate rossonera. Forse meno appariscente rispetto alla scelta del nuovo allenatore, ma potenzialmente ancora più determinante per il futuro del club. Le ultime tre stagioni hanno evidenziato limiti evidenti non soltanto nella costruzione della rosa, ma soprattutto nella struttura decisionale del Milan. Le scelte compiute sul mercato, la gestione tecnica e la mancanza di una linea sportiva chiara hanno contribuito a generare un senso di confusione che si è inevitabilmente riflesso sui risultati del campo. L’allontanamento di Giorgio Furlani e quello di Igli Tare hanno lasciato un vuoto enorme all’interno dell’organigramma rossonero. Serviva una figura capace di coordinare ogni aspetto dell’area sportiva, costruendo una visione condivisa e una strategia a lungo termine. È qui che entra in gioco proprio Markus Krosche. Perché il vero problema dei rossoneri negli ultimi anni, ossia dal licenziamento di Paolo Maldini, non è stato soltanto il rendimento di alcuni giocatori o il lavoro degli allenatori che si sono succeduti in panchina. Il problema è stato l’assenza di una direzione chiara e riconoscibile. Troppi cambi di rotta, troppe decisioni scollegate tra loro e la sensazione costante che mancasse qualcuno in grado di tenere insieme tutti i pezzi del puzzle.
Dopo il caos, il Milan affida il futuro a Markus Krosche
Il nuovo Milan che sta nascendo sembra invece voler ripartire proprio da questo concetto. Prima la scelta dell’allenatore, poi quella del responsabile dell’area sportiva. Una gerarchia logica che dovrebbe consentire al club di costruire finalmente un progetto coerente e sostenibile nel tempo. Naturalmente nessun dirigente possiede una bacchetta magica. Krosche non risolverà da solo tutti i problemi accumulati negli ultimi anni e non basterà il suo arrivo per riportare immediatamente il Milan ai vertici del calcio italiano ed europeo. Tuttavia la sensazione è che, per la prima volta dopo molto tempo, il club stia cercando di intervenire sulle cause e non soltanto sugli effetti. Perché le grandi squadre non nascono da una singola intuizione di mercato o da una stagione particolarmente fortunata. Nascono da strutture solide e da persone capaci di dare continuità a un progetto. Dopo anni di instabilità, il Milan sembra aver compreso una lezione fondamentale: prima di scegliere i protagonisti, bisogna scegliere chi scrive il copione. Le vittorie si festeggiano sul campo, ma i cicli vincenti iniziano sempre dietro una scrivania. E il Milan, oggi, prova finalmente a ripartire da lì.

