Marco Guidi ha parlato di Milan ai nostri microfoni, dallo Scudetto alla corsa Champions passando per il mercato con difensore e attaccante
Il Milan cade contro il Parma e incassa la seconda sconfitta in campionato, un ko che pesa tantissimo nella corsa al vertice. I rossoneri scivolano a -10 dall’Inter capolista, un distacco che complica seriamente i piani scudetto e rischia di ridimensionare le ambizioni della stagione.
Per analizzare il momento della squadra, le responsabilità e le prospettive future, la redazione di ACMilanInside.it, ha parlato in esclusiva con Marco Guidi, giornalista de La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue considerazioni sulla situazione in casa rossonera.
La sconfitta contro il Parma ha ampliato sensibilmente il divario dall’Inter. Al di là dell’impatto in classifica, ritieni che questo stop possa aver inciso sulla credibilità interna del progetto scudetto? E, guardando al calendario e alla condizione generale della squadra, quali sono realisticamente i margini per una rimonta?
È chiaro che tutti partano con la speranza di poter vincere e il Milan, senza coppe e secondo, a mio giudizio ha coltivato a lungo il sogno scudetto. La società e Max Allegri, però, hanno sempre rimarcato come l’obiettivo primario e realistico sia il ritorno in Champions League. Il Milan oggi ha un buon vantaggio e non credo molli di un centimetro. Chiaro, invece, che il ko con il Parma abbia drasticamente risvegliato soprattutto i tifosi dall’illusione rimonta scudetto. Penso che la squadra ragionerà di partita in partita e se si aprirà uno spiraglio, cercherà di sfruttarlo, ma la testa oggi è focalizzato sulla missione ritorno in Champions
Negli ultimi mesi sono circolate indiscrezioni su vedute non sempre allineate tra Allegri e la dirigenza, in particolare su mercato e programmazione. A tuo avviso, la conferma per la stagione 2026/27 dipenderà esclusivamente dai risultati oppure esiste uno scenario in cui la separazione possa maturare a prescindere dal piazzamento finale?
Non credo ci sia la volontà in seno al club di rinunciare a Max Allegri, così come mi pare un po’ azzardato oggi ipotizzare un addio dello stesso allenatore. Poi nel calcio mai dire mai, ma penso tutti siano concentrati sulla stagione attuale, almeno adesso
Christian Pulisic resta uno dei volti simbolo del progetto, ma il contratto in scadenza nel 2027 e un rendimento meno continuo alimentano interrogativi. Quanto potrebbe incidere l’eventuale permanenza o meno di Allegri sulla scelta dell’americano di rinnovare con il Milan?
Con Pulisic il dialogo va avanti già dalla scorsa stagione. Se è vero che una trattativa così lunga è anomala e sospetta, è altrettanto vero che nel contratto c’è una clausola per prolungare unilateralmente l’accordo fino al 2028. Non penso nel discorso rinnovo c’entri Max Allegri, sinceramente
Luka Modric rappresenta un riferimento carismatico e tecnico, ma il centrocampo sembra necessitare di maggiore dinamismo. Secondo la tua lettura, la dirigenza privilegerà una soluzione di continuità, magari con un rinnovo “di esperienza”, oppure è arrivato il momento di un cambio generazionale strutturale in cabina di regia?
Penso che Modric deciderà in autonomia il proprio futuro. Ha un’opzione per restare al Milan un altro anno, ma il primo a dover sentire di volerlo fare è proprio il croato. In mezzo c’è il Mondiale e Luka a settembre farà 41 anni: prenderà una decisione pesando pro (al Milan si trova molto bene, può tornare a giocare la Champions) e contro (ha ancora voglia di una stagione così lunga ed estenuante? Non vuole chiudere la carriera dove tutto è partito, a Zagabria col suo idolo Boban?)
Si parla di almeno quattro innesti nella prossima sessione estiva. Se dovessi indicare una scala di priorità, quali reparti richiedono l’investimento più significativo per riportare il Milan stabilmente ai vertici?
A mio giudizio la priorità è almeno un difensore di livello internazionale. Si fanno poi molti discorsi sull’attaccante, ma il mercato dei numeri nove è molto più complesso e caro. Piuttosto, bisognerà capire se si proseguirà con questo progetto tecnico-tattico (il 3-5-2) o se c’è la volontà di cambiare
Sono stati accostati nomi di peso come Dusan Vlahovic, Robert Lewandowski, Gabriel Jesus e altri profili emergenti. Al di là delle suggestioni mediatiche, quale identikit tecnico ed economico ritieni più coerente con le esigenze attuali del Milan?
Dando per assodato che il Milan torni in Champions, occorre ragionare comunque nel complesso e non sul singolo caso. È chiaro che a livello puramente tecnico certi nomi spostino, ma a che costo? Forse nel processo di crescita il Milan vorrà fare un investimento diverso, soprattutto a livello di ingaggio. Io credo che Moise Kean possa essere un profilo più consono alle logiche rossonere
Le voci su Gabriel Jesus e su possibili esuberi di top club europei riaccendono l’interesse della piazza. Il Milan ha più bisogno di un giocatore immediatamente determinante oppure di profili funzionali e sostenibili nel medio periodo, in linea con la filosofia societaria?
In parte ho risposto prima. Si dovrebbe ragionare sempre nel complesso generale e non a nomi sensazionali, ma isolati. Difficilmente vedo il Milan cambiare strategia sul tetto degli ingaggi, per esempio
Allegri ha elogiato la crescita di Leão e Pulisic. In vista delle prossime sfide decisive, ti aspetti un adattamento tattico per massimizzarne l’impatto offensivo oppure la priorità resterà l’equilibrio complessivo della squadra?
Conoscendo Allegri, dopo averlo seguito pure negli ultimi anni alla Juve, penso possa apportare qualche modifica tattica solo se davanti staranno tutti molto bene o l’obiettivo sarà praticamente raggiunto. Personalmente, credo che la coppia Pulisic-Leao abbia evidenti limiti nell’attaccare blocchi bassi senza un centravanti vero in aiuto
Il lancio del fourth kit con Puma e Slam Jam conferma la proiezione internazionale del club sotto il profilo lifestyle. Esiste il rischio che la dimensione commerciale entri in frizione con un momento sportivo delicato, oppure questa solidità extra campo rappresenta un elemento di stabilità strutturale?
Un grande club lo è in tutte le aree. Non ci vedo conflitto, ma è chiaro che nel calcio il primo modo per esaltare e sfruttare un brand è fare risultati in campo. Il resto, seppur lodevole come certe campagne o iniziative, viene dopo
Allegri ha sottolineato l’emozione nel gestire un campione come Modric. In una fase complessa della stagione, quanto pesa la gestione del fattore umano rispetto agli aspetti puramente tattici nel mantenere coeso lo spogliatoio?
In questo Allegri è un maestro, ha gestito grandi squadre, grandi campioni e… grandi responsabilità. Conta, ovviamente. Così come un peso lo ha avere giocatori d’esperienza in rosa, in grado di capire i momenti della stagione, in campo e fuori
La redazione di ACMilanInside, insieme al direttore Miky Musumeci, desidera ringraziare il collega Marco Guidi per la grande disponibilità e per il tempo che ci ha dedicato, offrendo analisi e spunti preziosi ai nostri lettori
MI – Marco Guidi: “Il Milan non mollerà di un centimetro, e se ci sarà uno spiraglio… Sul mercato la priorità deve essere un difensore. Attaccante? Ecco chi è il più consono”
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