L’ex allenatore del Milan Fabio Capello ha commentato l’ingaggio da parte dei rossoneri del tecnico ex Sporting Lisbona e Manchester United
L’arrivo imminente di Rúben Amorim sulla panchina del Milan sta accendendo il dibattito tra addetti ai lavori e grandi ex della storia rossonera. Se da una parte c’è curiosità per l’inizio della nuova era targata dal tecnico portoghese, dall’altra non mancano voci fortemente critiche. La più rumorosa e autorevole è senza dubbio quella di Fabio Capello, che ha espresso forti perplessità sulla scelta societaria di via Aldo Rossi e, in generale, sulla gestione strategica del club.
L’ex allenatore rossonero, da sempre noto per la sua schiettezza, ha analizzato con durezza lo scenario attuale del Diavolo, definendo l’operazione come un rischio enorme per il futuro prossimo della squadra.
Le dure critiche di Capello: “Un doppio salto nel vuoto”
Fabio Capello non ha usato giri di parole per descrivere l’ingaggio del tecnico lusitano, stroncando le modalità con cui la dirigenza rossonera si è mossa sul mercato delle panchine. Secondo l’ex tecnico, la scelta di Amorim non poggia su basi solide ma nasconde enormi incognite.
Ecco le dichiarazioni più significative rilasciate da Don Fabio ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:
“Amorim al Milan? Per me si tratta di un vero e proprio doppio salto nel vuoto. Parliamo di un allenatore che ha fatto bene in Portogallo e che ha avuto un’esperienza complessa, ma arrivare a San Siro e gestire una piazza come quella rossonera è tutta un’altra storia.”
Le perplessità non si fermano alle caratteristiche tattiche o caratteriali del nuovo mister, ma colpiscono direttamente il modus operandi dei vertici societari, accusati di non avere una programmazione lineare:
“La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un azzardo continuo. Mi sembra la mossa di una squadra che in questo momento fa tutto alla rinfusa e si affida al caso, senza una vera visione a lungo termine.”
I dubbi sulla gestione del club e il mercato
L’analisi di Capello si allarga poi alla gestione complessiva del Milan e a come la squadra rischia di approcciare la nuova stagione agonistica con una vera e propria scommessa in panchina:
“Pagherà la poca conoscenza del nostro campionato e credo anche in Inghilterra sia stato quello uno dei fattori negativi. È molto diverso se una squadra la conosci o se l’hai vista solamente in video. Cambia tutto. È differente l’approccio che hai alle partite e pure al mercato, così come il modo di prepararle. Per questo penso sia un po’ un azzardo, ma vediamo…”
“Auguro ad Amorim di tornare quello dello Sporting. Dovrà avere coraggio, imporsi e far valere le sue idee. Penso che poi servano acquisti all’altezza del Milan per tornare competitivi: mi aspetto un centrale di difesa, una mezzala, un esterno sinistro e un centravanti”.
“Sento parlare di tante riunioni, molti nomi e idee confuse. Chi comanda? Chi prende le decisioni? Chi sta facendo il mercato? Ci sono tanti punti interrogativi. Non c’è programmazione. Sembra tutto fatto alla rinfusa”.
Le parole di Don Fabio tracciano quindi un quadro preoccupante e aprono il dibattito: l’arrivo di Amorim sarà davvero una scommessa vincente o, come paventato da Capello, un pericoloso salto nel buio? La risposta, come sempre, spetterà unicamente al verdetto del campo.
Milan, Capello tuona: “Amorim? Ecco cosa penso”
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