Il Milan è alla ricerca del consolidamento della propria identità! Serve tempo, ma alcune cose si possono migliorare immediatamente. Il punto
Dopo la scorsa stagione da dimenticare, chiusa all’ottavo posto in campionato e l’assenza dal più grande palcoscenico d’Europa, il Milan ha deciso di voltare pagina. Alla sua guida torna Mister Allegri dopo undici anni e l’accordo biennale sembra portare entusiasmo e fiducia nell’ambiente.
Componenti che ritrovano la loro perfetta dimensione nelle vittorie contro le grandi della Serie A e in prestazioni di gruppo giocate con anima e cuore. Queste stesse componenti però, vengono insediate da qualche dubbio quando si perdono diversi punti contro le squadre della parte destra della classifica, come Cremonese, Pisa e Parma.
È quindi necessario che il Milan consolidi la propria identità, affrontando tutte le partite quantomeno con il giusto spirito. Facciamo insieme il punto.
Obbiettivo a fine stagione? Ritornare squadra
Le parole di Mister Allegri, nel suo primo discorso da tecnico rossonero, vertono interamente sulla direzione che questo gruppo deve prendere per ritornare ad essere squadra. Si è chiarito quindi, fin dall’inizio, come fosse utopico parlare di scudetto.
Hanno avuto invece un grande peso, realistico e concreto parole come: “bisogna lavorare insieme, per ritornare grandi”. Non è di certo un caso. Questo perché l’identità del Milan deve incorporare contemporaneamente diversi punti.
Anzitutto ordine tattico (e su questo, soprattutto in termini di equilibrio difensivo, il lavoro del Mister è visibile). Preoccupa invece la fase opposta, quella offensiva, dove i numeri e il campo non premiano.
Inoltre il Milan ha necessità di mantenere una sinergia e un livello di attenzione al match, per la sua intera durata. Sembra in alcune circostanze vacillare quel senso di spirito collettivo e di attenzione comune, che permetterebbero alla squadra di portare il risultato a casa.
Le note tattiche da migliorare
È chiaro che si parla di una squadra in fase di rodaggio, che ha cambiato molto e verso la quale non si può dare per scontato che tutto funzioni immediatamente. Il percorso è lungo, ma ci sono alcuni aspetti tattici su cui poter riflettere per migliorare immediatamente.
A volte la costruzione del gioco risulta troppo prevedibile; la manovra è spesso lenta e orizzontale. Senza un regista puro coinvolto, in questo caso Modric, i rossoneri tendono a cercare Leao troppo presto, saltando la mediana. Risultato? Costruzione dall’alto frenetica e occasioni di impostazione sprecate.
La squadra difende più bassa e attende l’errore avversario, ma questo soprattutto contro le piccole (che tendono a chiudere bene gli spazi), risulta molto difficile e non permette al Milan di imporre la propria superiorità. Il pressing è poi poco coordinato e bisognerebbe sfruttare ancora di più le ripartenze di Leao o Pulisic per “mordere alto”.
Sicuramente le importanti assenze, dettate da infortunio, di queste settimane non hanno agevolato il processo di ricerca e miglioramento di squadra, ma il Milan deve imporsi di smettere di vivere di solidità e iniziare a portare in campo anche brillantezza.
Il derby, check-point importante
La partita contro l’Inter sarà un’occasione importante per recuperare gli 11 titolarissimi e provare a vedere finalmente un Milan non solo organizzato, ma anche riconoscibile.
La sensazione è che le idee ci siano, ma servirà tempo e magari il contributo di qualche innesto di mercato a Gennaio! Nel frattempo ci si prepara ad uno scontro ad altissima intensità, che possiamo interpretare attraverso una chiave a tratti più emotiva che calcistica.
Inter-Milan è la perfetta rappresentazione dell’orgoglio e della passione e il Diavolo, dovrà tornare in campo con entrambe queste componenti per, man mano, consolidare la propria identità.
Milan, c’è un’identità da consolidare! L’analisi
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