Si infiamma l’ambiente Milan in vista del finale di stagione, con Gerry Cardinale furioso per i risultati recenti e lo scenario di una rivoluzione sullo sfondo
Un cammino strano, lineare nella prima parte e frastagliato nella seconda potrebbe essere il riassunto del Milan formato 2025/2026, una squadra che ha dominato il girone d’andata della Serie A, rimanendo attaccata alla corazzata Inter nella lotta Scudetto, ma che si è inspiegabilmente persa nel corso del girone di ritorno. Un calo netto, che ha colpito sia i singoli che il collettivo, portando i tifosi a contestare squadra e società nelle ultime giornate, come accaduto dopo la sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo e soprattutto durante Milan-Atalanta, in cui i sostenitori rossoneri hanno lasciato con largo anticipo San Siro sul passivo clamoroso di 0-3.
Non resta indifferente Gerry Cardinale, ufficialmente proprietario del club dopo aver saldato il proprio debito con Elliot, il quale avrebbe incontrato il gruppo di lavoro societario e Massimiliano Allegri, chiedendo una scossa per raggiungere l’obiettivo minimo dichiarato a più riprese, il piazzamento Champions. A fronte di ciò, il club rossonero ha predisposto un ritiro per permettere alla squadra di ritrovare le forze e le energie (fisiche e mentali) per raggiungere l’obiettivo e programmare con serenità la prossima stagione.
L’ira di Cardinale e l’ombra di una rivoluzione totale
Gerry Cardinale è profondamente deluso: il crollo verticale del Milan dopo il derby di marzo e la scialba prestazione contro l’Atalanta hanno incrinato le certezze del numero uno di RedBird.
Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il proprietario americano non nasconde il disappunto per una stagione che sta scivolando via e per le scelte di mercato della dirigenza, giudicate insufficienti per rafforzare la squadra.
Al momento la parola d’ordine è “unità” per centrare la qualificazione in Champions League, obiettivo vitale per il brand e per il bilancio, ma il futuro di figure chiave come l’ad Furlani, il ds Tare, il dt Moncada e l’advisor Ibrahimovic non è più scontato.
Sebbene Cardinale preferisca la continuità aziendale, lo scenario di una ricostruzione drastica è concreto: ripartire da zero con nuovi dirigenti e un nuovo tecnico diventerebbe inevitabile qualora il progetto attuale dovesse sfaldarsi definitivamente. Anche la posizione di Massimiliano Allegri, nonostante la stima di Cardinale e un contratto fino al 2027, finirebbe inevitabilmente nel mirino in assenza di una condivisione totale sui piani futuri e sui risultati minimi stagionali.
Milan, furia Cardinale: ennesima rivoluzione in vista?
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