Milan, i personaggi che hanno fatto la storia: Angelo Anquilletti. Angelo Anquilletti, per tutti semplicemente “Anguilla”, è stato uno dei simboli più autentici del Milan degli anni d’oro. Difensore roccioso, instancabile e leale, ha incarnato alla perfezione i valori della maglia rossonera: dedizione, coraggio e rispetto per l’avversario.
Arrivato al Milan nel 1966 dal Varese, Anquilletti ha scritto pagine indimenticabili della storia del club, diventando uno dei pilastri del leggendario reparto difensivo guidato da Cudicini, Schnellinger e Rosato. In totale, ha vestito la maglia rossonera per oltre 400 partite ufficiali, contribuendo a una delle ere più gloriose del Milan.
L’uomo che “picchiava” con il sorriso
Il suo soprannome più curioso, “Mipichi”, nasceva da una battuta in dialetto milanese che ripeteva spesso ai compagni: “Mi pichi!” – “Io picchio!”. Era il suo modo ironico di raccontare la grinta e la determinazione con cui affrontava gli avversari, senza mai perdere la correttezza.
In effetti, nonostante la fama di difensore duro, Anquilletti non fu mai espulso in 278 presenze di Serie A, e in un’intervista dichiarò di non aver mai ricevuto nemmeno un’ammonizione: un record di lealtà sportiva difficile da eguagliare.
Cruijff e la notte di gloria
Uno degli aneddoti più leggendari riguarda la finale di Coppa dei Campioni del 1969, quando il Milan affrontò l’Ajax di Johan Cruijff.
Anquilletti fu incaricato di marcarlo per oltre mezz’ora, riuscendo a contenerlo con forza e intelligenza tattica. In quella partita, il Milan trionfò 4-1 e conquistò l’Europa, e la marcatura su Cruijff divenne simbolo della grandezza difensiva rossonera.
Era il Milan di Rocco e Rivera, ma anche di uomini silenziosi e fondamentali come lui, capaci di fare la differenza senza clamore.
Un campione silenzioso e fedele
Durante la sua lunga carriera, Anquilletti non fu solo un difensore impeccabile, ma anche un uomo di straordinaria umanità.
Nonostante la notorietà, mantenne sempre un profilo basso, lontano dai riflettori, amato da compagni e tifosi per la sua disponibilità e sensibilità verso gli altri.
La sua unica doppietta arrivò in Coppa delle Coppe contro il Levski Sofia, su due assist di Rivera: un piccolo premio per una carriera fatta di sacrificio e dedizione totale alla squadra.
Eredità rossonera
Anquilletti è rimasto per sempre nel cuore del popolo milanista. Il club lo ha ricordato come “un gigante silenzioso del Milan”, simbolo di un calcio fatto di rispetto e passione autentica.
La sua storia continua a essere un esempio per le nuove generazioni, che vedono in lui uno dei volti più sinceri e umili della grande tradizione difensiva rossonera.
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