Ormai da qualche anno siamo abituati a vedere la sosta dei campionati non solo per le festività programmate, ma anche e soprattutto per gli impegni delle Nazionali.
Tutto ciò ha comportato una serie di problematiche da affrontare quali impegni sempre più ravvicinati, calendari pieni e difficoltà per calciatori e allenatori per riprendere fiato e riorganizzarsi.
La sosta nazionali ha cominciato a far scalpore per i tanti infortuni causati ma anche per la mentalità diversa con la quale i giocatori scendono in campo: stanno già pensando al ritiro? in quali condizioni torneranno i giocatori chiamati dalle rispettive selezioni? Ci saranno infortuni? quanto dureranno stavolta i viaggi?

Senza considerare che, soprattutto per le squadre di prima fascia (ma non solo), il numero di convocati equivale spesso a sguarnire la rosa, con conseguenze pesanti sul lavoro ma anche sulla testa.
Ne sa qualcosa il Milan, manco a dirlo.
Il Milan e la sosta
Tre soste su tre vissute di cattivo umore, con la testa piena di pensieri, con punti di domanda che faticano ad avere una risposta. E con tante, troppe polemiche. Come se non bastasse, anche senza vittorie: due pareggi e una sconfitta.
- La prima sosta stagionale ha visto il Milan fare visita alla Lazio e ne era uscito con un 2-2 che, oltre a non portare ancora vittorie ha portato soprattutto il celebre cooling break solitario di Theo e Leao.
- La seconda sosta è stata persino peggio. Perché è stata preceduta dalla terribile trasferta di Firenze, persa 2-1 ma soprattutto contraddistinta dall’insubordinazione di diversi giocatori per la querelle sul rigorista Pulisic “derubato” del pallone dai compagni di squadra stessa. Per dovere di cronaca: due rigori e due errori. Seguirono nessuna multa ed un paio di “punizioni” di titolari in panchina.
- Ora la terza sosta stagionale e ci risiamo. Svanisce immediatamente la sbornia-Madrid, una prestazione minuscola col modesto Cagliari fa fare i soliti passi indietro.
La classifica in campionato inizia a preoccupare in chiave Champions. Gennaio è alle porte, ed è quasi tempo dei primi bilanci.
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