Milan-Lazio, caos VAR: “Rigore su Milan? Giusto non darlo”. È caos arbitrale dopo Milan‑Lazio. Il dibattito infuria su un rigore non concesso alla Lazio. Le immagini dicono che il tocco di gomito in area non andava punito. E il verdetto dei vertici arbitrali è chiaro: l’arbitro ha fatto bene a non fischiare.
Secondo la versione ufficiale, il braccio nella dinamica era in posizione naturale. Non c’era motivo per concedere il penalty. Del resto, anche il fallo su Pavlovic — difensore del Milan — non c’era. Si doveva semplicemente ripartire con un calcio d’angolo.
Il problema è che il VAR è intervenuto, richiamando l’arbitro al monitor. Un’azione che ha sollevato critiche. Per molti l’intervento del VAR ha cercato un errore dove non ce n’era. Alla fine il VARista viene fermato per due turni: la sua chiamata è considerata scorretta.
Il caso riaccende la discussione sull’uso della tecnologia nel calcio. Quando il VAR chiama senza un contatto evidente, la credibilità del sistema rischia. Molti opinano che il mestiere dell’arbitro — quello vero, che valuta in campo — venga messo in crisi.
I tifosi sono spaccati. Alcuni plaudono alla decisione, altri gridano allo scandalo. Più in generale, la partita tra Milan e Lazio oggi viene vista come un crocevia del calcio moderno: tecnologia o buon senso?
Quel che emerge è un allarme chiaro: se il VAR continua a intervenire in modo aggressivo, ogni contatto diventa potenziale rigore. E il desiderio di trasparenza e giustizia può trasformarsi in incertezza e polemica continua. Milan-Lazio, caos VAR: “Rigore su Milan? Giusto non darlo”.
LEGGI ANCHE: Milan, i personaggi che hanno fatto la storia: Alberto Gilardino

