Il Milan vede in Modric un faro del suo centrocampo. Purtroppo però l’età non mente e la gestione dovrebbe essere più oculata
Ogni centrocampo ha il suo faro, quel giocatore capace di orientare il gioco anche nel caos, e oggi questo ruolo nel Milan appartiene a Luka Modrić. Il croato, leggenda non solo della sua nazionale ma della storia del calcio, è diventato in rossonero una guida tecnica e mentale. La sua visione di gioco continua a illuminare San Siro, dando continuità a quanto mostrato negli anni straordinari al Real Madrid. Ogni pallone che passa dai suoi piedi sembra avere già una destinazione precisa. La sua presenza alza il livello di tutta la squadra, soprattutto nei momenti di difficoltà. Un prodigio che, nonostante il tempo, continua a dettare i ritmi del gioco. Eppure la gestione deve essere oculata e attenta
Milan, Luka Modric e la gestione della titolarità: nove partite consecutive da 90′ in Serie A
Tuttavia la Serie A è un campionato fisico, esigente, che richiede gestione e intelligenza nell’impiego delle risorse. L’anagrafe di Modrić, 41 anni, impone al Milan riflessioni attente e scelte ponderate. I numeri raccontano di 13 partite completate da 90 minuti e di una striscia massima di 9 gare intere consecutive , un dato sorprendente. Basta confrontarlo con le ultime stagioni a Madrid, dove la gestione era molto più cauta ma comunque efficace. Infatti, nel 2024/25 sono state 9 le partite massime da 90′, con una striscia consecutiva massima di 2 match. Nel 2023/24 il rapporto era addirittura di 6 a 2.
Il contributo resta alto, ma i primi segnali di calo non possono essere ignorati. Il Milan può e deve affidarsi a Modrić, ma solo con una gestione oculata potrà preservarne la magia per tutta la stagione.
Milan, Luka Modric e la gestione della titolarità: il dato sui minuti in Serie A
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