Nel Milan che sta provando a costruire Massimiliano Allegri, c’è un elemento che più di tutti rappresenta la bussola tecnica ed emotiva della squadra, Luka Modric. A 38 anni, il croato continua a ribaltare le leggi del tempo e si conferma il vero giocatore imprescindibile della rosa rossonera. La sconfitta in Coppa Italia contro la Lazio ha evidenziato quanto la sua assenza pesi, non solo nella gestione del pallone, ma anche nell’equilibrio complessivo del centrocampo.I numeri parlano chiaro, Modric è il primo del Milan per tocchi di palla, passaggi riusciti, recuperi, intercetti e passaggi chiave. Una leadership tecnica che nessun altro centrocampista rossonero riesce anche lontanamente ad avvicinare. Quando Luka è in campo, il Milan sa sempre dove andare, come palleggiare, come alzare o abbassare il ritmo.

È il metronomo, il regista, la mente e spesso anche l’anima emotiva del gruppo. Allegri lo considera la chiave per dare identità alla squadra, con Modric, il Milan riesce a consolidare il possesso, a creare linee di passaggio pulite e a mantenere compattezza nelle transizioni. Senza di lui, come accaduto contro la Lazio, il centrocampo fatica a costruire e ad essere continuo nell’arco dei 90 minuti. Nonostante una carriera ricca di trionfi e 34 trofei, Modric non si comporta come una star arrivata, è il primo a dare l’esempio per umiltà, dedizione e mentalità. In uno spogliatoio in crescita, rappresenta un pilastro umano oltre che tecnico. In un Milan giovane e ambizioso, Luka Modric rimane il numero uno. E, finché c’è lui, i rossoneri sanno di poter sognare in grande.
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