Luka Modrić non smette mai di stupire, nemmeno quando parla. Ospite del programma “(Ne)uspjeh prvaka”, il fuoriclasse croato ha ripercorso le emozioni del suo addio al Real Madrid e l’impatto dei primi mesi con il Milan, un passaggio che lui stesso definisce il più naturale possibile. Modrić non ha nascosto ciò che tutti sapevano, il suo sogno era chiudere la carriera con la camiseta blanca. «Il mio desiderio più sincero era ritirarmi al Real, non erano parole per i tifosi o la stampa. Ma nel calcio le cose non vanno sempre come previsto».
Un commiato inevitabile, ma trasformato in un momento indimenticabile: «L’addio che ho ricevuto è andato oltre ogni immaginazione. Non avrei potuto chiedere di più».

Eppure, nella sua nuova avventura rossonera, Modrić ha trovato un ponte ideale tra passato e presente. Lo dice senza mezzi termini: «Dopo il Real Madrid, ovunque tu vada è un passo indietro. Ma se c’è un club che più gli si avvicina, per storia e prestigio, quello è il Milan».
Un legame che parte da lontano, dalle sue origini calcistiche: «Sono cresciuto con il calcio italiano, e il Milan era la mia squadra preferita. Quando immaginavo un futuro lontano dal Real, pensavo al Milan, era sempre al primo posto».
Oggi, la sua classe illumina San Siro e porta esperienza in un gruppo giovane che sta provando a tornare grande. Modrić non è solo un acquisto: è un simbolo, un ponte tra epoche, un maestro che ha scelto Milano per scrivere l’ultimo capitolo di una carriera leggendaria.

