Milan, ora si fa sul serio: scudetto non è più un tabù. Il Milan manda un messaggio forte al campionato: con il successo sul Napoli, Allegri mette il primo mattoncino verso una stagione da protagonista. I rossoneri superano un ostacolo pesante, in inferiorità numerica per oltre mezz’ora, ma con lucidità e spirito di sacrificio. L’espulsione di Estupiñán nella ripresa non ha frenato il Diavolo, che ha mantenuto compattezza e freddezza anche sotto pressione. Il 2‑1 vale il primo vero big match vinto e soprattutto l’aggancio in vetta con Napoli e Roma. Una risposta chiara dopo il brutto debutto stagionale, che sembrava già minare certezze e ambizioni. Ora lo Scudetto non è più un sogno: è un obiettivo concreto, dichiarato, e costruito con una rosa profonda e una mentalità ritrovata.
Le scelte di Allegri e l’effetto Rabiot
Il Milan si presenta con una struttura più matura e pronta: Allegri ha saputo riorganizzare la squadra dopo un’estate movimentata. Il flop all’esordio con la Cremonese è stato quasi benefico: ha accelerato l’arrivo di Rabiot, subito imprescindibile in mezzo al campo con Fofana e Modric. Le certezze non mancano neppure sugli esterni, dove Saelemaekers si sta rivelando una pedina preziosa a destra, mentre Estupiñán spinge forte sull’altro lato. Dietro, Pavlovic si è guadagnato fiducia accanto a Tomori e Gabbia, proteggendo una garanzia come Maignan. Il Milan oggi è una squadra solida e “cattiva”, che sa soffrire e colpire. L’assenza di coppe europee aiuta a concentrare ogni energia su Serie A e Coppa Italia: come accaduto al Napoli un anno fa, anche i rossoneri possono approfittare del calendario per dare continuità ai risultati e puntare davvero al titolo.
Ritorni, infortuni e nuove soluzioni in attacco
Il reparto offensivo resta il più fluido, ma anche quello con più soluzioni. Pulisic è l’unico intoccabile, mentre Leao, Gimenez e Nkunku si alternano per il ruolo di spalla. Il portoghese è stato fermato da una lesione al polpaccio, dopo aver segnato in Coppa Italia contro il Bari, ma ha già fatto il suo ritorno nel big match con il Napoli: 21 minuti di buona intensità e un paio di ripartenze che hanno fatto la differenza. Allegri lo considera un’arma in più, quasi un “nuovo acquisto”. In un Milan in cui la concorrenza è altissima, ogni rientro può spostare gli equilibri. E il tecnico ha abbondanza anche in panchina per gestire rotazioni e condizione. In sintesi: questo Milan è profondo, maturo e affamato. E oggi nessuno può più escluderlo dalla corsa Scudetto. Milan, ora si fa sul serio: scudetto non è più un tabù.
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