Piovono insufficienze tra i rossoneri dopo la sfida tra Juventus e Milan. Ecco le pagelle
La Juventus si prende la rivincita sul Milan e Tuttosport boccia tutti i rossoneri per la deludente prestazione di ieri sera, ad eccezione di un solo giocare. L’unico a salvarsi è Mike Maignan che, nonostante i due gol subiti, è stato il migliore in campo tra i rossoneri. Ecco le pagelle del quotidiano torinese:
Milan, le pagelle dei rossoneri contro la Juventus
Maignan 6,5: Nel primo tempo chiude la strada a Yildiz, ben pescato in posizione defilata. Nella ripresa, nel giro di pochi secondi, piazza il colpaccio su Weah e salvo su Koopmeiners. Può nulla sui due gol: sul primo c’è il fuoco amico di Emerson Royal e sul secondo Weah indovina lo spiraglio giusto.
Emerson Royal 5: Regge fino a quando la Juventus non diventa più aggressiva. Allora tornano a falla appoggi sbagliati e controlli faticosi, stavolta con la ciliegina della deviazione che affonda Maignan sull’1-0. Camarda (30′ st) ng: Ci mette voglia.
Gabbia 5.5: Regge la baracca finche può, quindi osserva sconsolato il naufragio rossonero, in cui si azzannano golosi gli attaccanti bianconeri.
Tomori 5: Al 19′ pt devia in area bianconera una conclusione di Reijnders che avrebbe meritato miglior fortuna. Nella ripresa viene sorpreso dalle verticalizzazioni juventine, come quella che manda in porta Weah: non capisce nulla nell’uno contro uno in area del raddoppio.
Theo Hernandez 5.5: Parte con lo sprint dei tempi migliori, duellando la corsia con McKennie. Prova due volte anche la conclusione in un mischione in area al 27′ – incocciando in Gatti – al termine di un0azione avviata in prima persona. Poi, dopo l’intervallo, la trasformazione in negativo, come quella del Milan dopo tutto.
Bennacer 5.5: Va spesso a provare il pressing in prima persona e questo è positivo. Lo è meno. la gestione del pallone, con possessi prolungati (e potenzialmente autodistruttivi) o con soluzioni non logiche, come gli capita nella ripresa: l’algerino ruba palle e, invece di servire Reijnders in profondità, si dirige nella direzione opposta. Jiménez (18′ st) 5.5: Propone voglia e carattere, ma questi non bastano se l’avversario è organizzato come la Juventus di ieri sera.
Fofana 5: Prestazione inaspettata, soprattutto per la gestione delle situazioni. Al lancio che scatena Theo nell’occasione più ghiotta del primo tempo fa seguito una serie di episodi in cui il centrocampista non trova la soluzione ideale: il modo in chi tratta il pallone nell’azione all’origine del palo di Koopmeiners e quello in cui Thuram glielo ruba per avvitare subito l’azione del 2-0 di Weah.
Reijnders 5: Serata poco felice e lo si vede subito dal modo in cui sbaglia appoggi in maniera insolita. Nel primo tempo ha la possibilità di cercare il gol su schema da angolo, quando Theo lo pesca per un destro potente in area, ma sulla traiettoria c’è lo scellerato Tomori. Dopo. l’intervallo è suo il primo tentativo serio verso la porta avversaria. Terracciano (35’st) ng: Ofrre un minimo di grinta.
Musah 5: Come faceva con Fonseca, anche con Conceiçao arretra per trasformarsi nel quinto di difesa. Un movimento continuo, ma con gli abituali eccessi di frenesia, soprattutto quando si tratta di trovare un appoggio con il pallone tra i piedi. Esemplare quello al 16′ pt a metà strada tra Maignan e Theo, che stava per cadere in possesso bianconero se non ci fosse stata l’ultima tempestiva uscita del francese fuori area.
Abraham 4.5: Tocca a lui là davanti, per squalifica di Morata, e si vede subito quanto il computo sia grasso. Locatelli arretra per contrastarlo sul tifico, un compito che svolge senza grandi affanni. Non solo: Abraham concede al bianconero troppa libertà in fase di costruzione e, a lungo, i lanci in profondità del numero 5 creano scompensi sulle fasce rossonere. Jovic (35′ st) ng: Movimenti incoraggianti da centravanti vero, ma ormai il peggio è stato proposto da altri.
Leao 5: La partenza è incoraggiante, entra nelle azioni offensive del Milan, anche con poca fortuna. All’11’ centra Thuram dal limite, mentre al 27′ incoccia nel riflesso di Di Gregorio su invito di Theo Hernandez. Poi segue un’evaporazione progressiva, in cui il portoghese non lascia traccia. Ammirevole solo un recupero in chiusura su possibile ripartenza bianconera, ma non è quello che ci si aspetta da lui, soprattuto se la squadra deve fare un salto di qualità.
All. Conceiçao 5: Stavolta l’intervallo è stato attivo consigliere. Se nella gestione il Milan aveva saputo ribaltare il risultato (vedi con la stessa Juventus e l’Inter in Supercoppa) ieri il passaggio tra primo e secondo tempo si è rivelato devastante. Da ordinata e compatta che era, la squadra rossonera si è sfaldata progressivamente, vanificando i segni incoraggianti dei primi 45′. Il tecnico parla di “poca fama” e si mette in discussione per primo. Sarà un lavoro lungo.
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