L’annata del Milan è stata condizionata da un attacco senza identità, spesso inesistente. I numeri parlano chiaro: ecco cosa bisogna fare ora
L’ultimo 0-0 contro la Juventus non è stato solo un pareggio incolore: è stata la certificazione di un fallimento strutturale, soprattutto relativo alla scelta dell’attaccante. Il Milan di aprile 2026 è una squadra che ha un solo gol all’attivo, complice un mercato che nell’area di rigore avversaria ha prodotto solo polvere.
I numeri non mentono: al termine della 34ª giornata, il Milan si ritrova con appena 48 gol segnati, anni luce dagli 80 dell’Inter capolista. Se l’anno scorso la fase offensiva garantiva una media realizzativa costante mentre quella difensiva era priva di riferimenti, il 2026 rossonero ha finora dimostrato il contrario: malgrado i rossoneri abbiano la miglior difesa in Italia e una delle più solide a livello europeo con soli 27 gol subiti, nelle ultime quattro gare è arrivata una sola rete e la squadra di Massimilano Allegri ha segnato più di un gol a partita solo in 5 occasioni su 18 nell’anno solare.
Il fallimento dei numeri “9”
Il peccato originale risiede nella scelta (o nell’assenza) del centravanti. Il confronto con il passato è impietoso:
- Santiago Giménez: Arrivato per essere l’erede del gol visto il promettente passato al Feyenoord, è fermo a 0 reti in 12 gare. La panchina contro la Juve può avere due significati: la gestione del messicano vista la sua precaria condizione fisica, oppure una “bocciatura” tecnica evidente che costringe la società a guardare oltre.
- Niclas Füllkrug: Un solo gol all’attivo a gennaio contro il Lecce. L’esperienza e l’impegno del tedesco non hanno portato quell’impatto necessario per scardinare le difese chiuse.
- Christopher Nkunku: Con 5 reti in 28 match, è l’ombra del giocatore promettente ammirato in Bundesliga
- Mentre l’Inter viaggia a una media di oltre 2 gol a partita, il Milan deve sperare nel “miracolo” di un difensore o in una fiammata di Rabiot per sbloccare i match.
L’equivoco tattico: La difesa non basta
Massimiliano Allegri ha costruito una fortezza: 27 gol subiti contro i 43 della scorsa stagione. Un miglioramento netto, che però ha un costo altissimo. Per eguagliare i 61 gol totali dell’annata precedente, il Milan dovrebbe segnare 13 reti nelle ultime 4 partite (3.25 a match), una media utopistica per una squadra orfana di un vero attaccante per quasi tutta la stagione.
Pulisic e Leão, già in difficoltà per i vari acciacchi fisici, sono stati privati di una punta vera con cui dialogare, vagando così per il campo come ali e perdendo lucidità sotto porta.
Milan, la priorità deve essere la ricerca del bomber
La società rossonera non può più nascondersi dietro alcun tipo di alibi o alternativa: adesso occorre blindare la qualificazione alla prossima Champions League, per poi strutturare un mercato di sostanza, centrato su un vero centravanti.
Cosa serve a giugno?
- Un predatore d’area: Non una scommessa, ma un centravanti noto nel ripulire i palloni sporchi e garantire almeno 15-20 gol a stagione. Il fuoriclasse Lewandowski ed il norvegese Sorloth sono, seppur con caratteristiche e storia molto diverse, le due migliori soluzioni a disposizione.
- Investimenti mirati: Giménez e Füllkrug hanno dimostrato che non basta “comprare”, bisogna “integrare”.
Se il Milan vuole tornare a competere seriamente sia in Italia che in Europa, deve ricominciare a guardare la porta avversaria con cattiveria.
Milan, prosegue l’incubo di un attacco senza identità

