Il Milan vola, e una delle spinte più potenti arriva dai piedi e oggi anche dalla testa di Rafael Leao. La Gazzetta dello Sport fotografa alla perfezione l’evoluzione del numero 10 rossonero, mai, da quando veste il Diavolo, era stato così decisivo dopo le prime tredici giornate di campionato. I numeri parlano chiaro, cinque gol, come nella stagione 2022/23, ma con una differenza enorme. All’epoca erano arrivati in 889 minuti, oggi sono stati realizzati in appena 629. Un impatto molto più marcato, figlio di una crescita mentale ed emotiva che sta rendendo Leao un leader vero, non solo un talento devastante.
Allegri lo ha responsabilizzato, spinto, messo al centro del progetto. E Rafa ha risposto diventando il faro della manovra offensiva, l’uomo capace di cambiare ritmo, dare profondità, decidere partite con una singola giocata. Il gol vittoria contro la Lazio, che ha consegnato al Milan il primo posto in classifica, è l’istantanea perfetta di questo nuovo Leao, concreto, freddo, presente nei momenti chiave. Eppure lui resta con i piedi per terra, “Scudetto? Sognare è gratis, ma è ancora lunga”, ha dichiarato nel post-partita.

Messaggio semplice, ma indicativo, il portoghese sogna, ma non si illude. Sa che il Milan è sulla strada giusta, che la squadra sta crescendo e che il suo contributo sarà determinante nel lungo percorso. Il Diavolo è tornato ambizioso, e Rafa è il simbolo di questa nuova corsa verso l’alto.

