Il Milan e Adrien Rabiot stanno stringendo il loro legame. Il francese ripercorre il suo arrivo a Milano e il rapporto con Allegri
È arrivato al Milan con l’obiettivo di vincere e la convinzione di poterci riuscire. Adrien Rabiot evita di parlare apertamente di scudetto e, seguendo la filosofia di Massimiliano Allegri, rinvia ogni discorso a marzo, quando la classifica sarà più chiara. Forte dei trofei conquistati con Psg e Juventus, il francese non ha dubbi sul proprio impatto. E in rossonero è determinato a ripetere la stessa storia di successi: “Qui ci sono tutte le componenti per farlo: un club come il Milan, un bel gruppo nello spogliatoio e uno staff tecnico importante. Adesso dobbiamo lavorare settimana dopo settimana, impegnarci al massimo e sacrificarci. Per vincere bisogna dare sempre qualcosa in più”
Tra l’altro, Massimiliano Allegri è stato una condizione per il suo arrivo in rossonero: “Nel 2019 ho scelto la Juventus per lui. Lo avevo incontrato mesi prima della fine della stagione e mi era subito piaciuto. Quando sono arrivato a Torino, però, lui non c’era più. Quando tornò nel 2021 abbiamo legato dentro e fuori dal campo. Il Milan mi aveva già cercato da svincolato. Poi quando a Marsiglia successe quella cosa (litigio con Rowe) sapevo cosa fare. Il Mister mi disse: “Vediamo che succede” e poi qualcosa è successo. Prevede pure il futuro”
Ormai circondato dai soprannomi: “A Parigi ero ‘Le Duc’ e a Torino sono diventato ‘Il Duca’. ‘Cavallo Pazzo’ mi piace e mi rappresenta: quando in campo parto… Per Landucci sono ‘Monsieur’ dai tempi della Juve: suona bene”
Milan, senti Adrien Rabiot: “Da infortunato Allegri mi chiamava quattro volte al giorno”
L’infortunio in rossonero non è mancato ed è stato pesante considerando l’apporto dell’ex PSG: “Mi chiedeva quando tornavo tre-quattro volte al giorno, ma in realtà voleva che giocassi solo quando ero pronto, perché l’infortunio era importante. Avere un allenatore che ti parla spesso, anche quando non sei disponibile, ti aiuta a stare concentrato sull’obiettivo. Mi sento più maturo: cerco di curare i dettagli, studio con attenzione i video degli avversari e anche i miei. E quando vedo nelle immagini che faccio una cosa giusta che magari in precedenza non facevo… mi piace”
Sul gol che ancora non arriva…:”Spero di segnare presto a San Siro. Cerco di parlare molto, soprattutto nei momenti più difficili della gara, per tenere tutti concentrati. Do sempre il massimo e gli altri lo sentono”.
Non poteva mancare poi un intervento sul derby appena vinto: “Maignan è stato eccezionale. È stato bello vincere il primo derby a San Siro e sono orgoglioso di come abbiamo giocato. Questi tre punti ci danno ulteriore fiducia. Se Maignan rinnova? Non entro nella sua trattativa, ma come tutti spero rimanga perchè è unico”
Milan, Adrien Rabiot: “Aspettiamo febbraio-marzo per capire se siamo da scudetto. Voglio giocarmi tutto con Italia e Francia”
Inevitabile con un Milan secondo non accennare all’ipotesi scudetto: “Pensare allo scudetto non serve: cerchiamo di vincere ogni partita e di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati (la qualificazione alla Champions, ndr). Più passano le settimane e più vediamo che il gruppo ha qualità e mentalità giuste. Senza infortuni, speriamo di essere a febbraio-marzo nella posizione per giocarci le nostre chance”.
Sui compagni è sicuro: “Nkunku è arrivato un pò fuori forma, ma sono sicuro si sbloccherà perchè è un talento. Leao in allenamento si impegna molto e oggi (ieri, ndr) per esempio ha fatto alcune scivolate in fase difensiva per recuperare il pallone: è bello vedere un talento come lui che si sacrifica per la squadra. A centrocampo con lui mi sono trovato molto bene fin dal primo giorno perché ha qualità, visione del gioco, ma dà un grande contributo anche in fase di riconquista del pallone, correndo ed entrando deciso quando deve. È un giocatore straordinario che mi stupisce per la voglia che, a 40 anni, mette in campo ogni giorno”
Infine, un pensiero sui suoi ex tecnici e sulla stagione che lo aspetta: “De Zerbi è pazzo di calcio e quando usciva dal centro sportivo, andava a casa a vedere qualsiasi gara. Alla Juventus abbiamo vissuto un anno particolare: all’inizio ho giocato poco, ma dopo il Covid sono sempre stato titolare e abbiamo vinto lo scudetto. Sarri è un grande allenatore. Posso giocarmi tanto con Milan e Francia questa stagione. Mondiali? L’Italia deve esserci, spero si qualifichi”
Milan, senti Adrien Rabiot: “Mister qui si può vincere. A Parigi ero ‘Le Duc’ ma ‘Cavallopazzo’ mi piace”
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